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venerdì 16 luglio 2021


Frutta estiva, effetto maltempo sulle vendite

I trend della frutta estiva e le condizioni climatiche sono strettamente dipendenti, a tal punto che basta qualche giorno di maltempo e la colonnina di mercurio che scende per bloccare gli acquisti.
“Le vendite di frutta? Sono completamente ferme a causa del calo delle temperature di questi giorni” dice a Italiafruit News Federico Fapanni, venditore di Ortobergamo presso il mercato di Bergamo.

Il frutto più richiesto – sostiene Fapanni – è l'albicocca. “Per le varietà più buone i prezzi si aggirano dai 3/3,50 ai 4 euro al chilogrammo. I prodotti di provenienza italiana sono ancora pochi ma si vendono bene. Siamo tutti in attesa delle Bergeron francesi, anche se quest’anno gli sbalzi termici Oltralpe hanno determinato un calo di produzione dell’80%. Ci sarebbe già qualche frutto francese ma con dei prezzi sostenuti, parliamo di 3 euro al chilogrammo, un valore importante che dovrà essere giustificato da una qualità all’altezza”.



Per le pesche-nettarine siciliane, c'è stato un leggero rallentamento negli ultimi giorni a causa del freddo, ma i bassi quantitativi che contraddistinguono questa campagna non generano tensione sui prezzi. “Siamo partiti tre/quattro settimane fa a commercializzare questi frutti – dice Fapanni – e in generale, nella prima parte della campagna ci sono più pesche che nettarine. Le nettarine le vendiamo a 0,20 euro in più rispetto alle pesche, che distribuiamo in un range che va da 1,30 a 2,50 euro. Il problema è che se abbiamo le nettarine, ci acquistano anche le pesche; viceversa il ragionamento non funziona”.



Sui meloni mantovani il grossista sottolinea come siamo in una fase di passaggio fra la produzione in serra e quella di pieno campo: “In generale con queste temperature non c’è una grande richiesta di melone, se ci fosse i prezzi tenderebbero a salire. Finché sono disponibili i meloni italiani ci affidiamo al prodotto tricolore, solo in questi giorni si stanno affacciando i meloni charentais francesi, che riscuoteranno un buon successo, soprattutto quando verrà a mancare il prodotto nazionale, ed è probabile che ci saranno dei buchi di fornitura nelle prossime settimane a causa del freddo primaverile”.



E’ quasi giunta al termine la campagna delle ciliegie: “Sul mercato si trovano pochi frutti trentini di calibro medio, venduti dai 5 ai 6 euro al chilogrammo”, ancora Fapanni.
Mentre sulle fragole sottolinea una mancanza di prodotto: “La merce di bassa quota non c’è o tiene poco, mentre i prodotti di alta quota sono davvero pochi perché le temperature sono cambiate. Solo in vista del weekend possiamo aspettarci un po’ di richiesta in più e prezzi, di conseguenza, in salita”.



Ha collaborato Fabrizio Pattuelli

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