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mercoledì 21 luglio 2021


Pere, si apre la finestra di raccolta della Carmen

Si apre la finestra di raccolta della pera Carmen in tutte le aree pericole d'Italia. Un'attività che, a causa del gelo, quest’anno durerà meno del solito a fronte della minore produzione disponibile sulle piante. I volumi a livello nazionale dovrebbero infatti registrare un calo del 40% rispetto all'anno scorso portandosi sulle 5.200 tonnellate

"Noi inizieremo proprio stamani la campagna pericola con le raccolte della Carmen", testimonia a Italiafruit News Riccardo Ballardini, socio della cooperativa Agrintesa che produce pere a Bagnacavallo (Ravenna), una delle zone più tartassate dal freddo tardivo della scorsa primavera. 

"Sulle piante di Carmen ci sarà un 30-40% di produzione. Il freddo primaverile ha inciso in maniera peggiore rispetto all'anno scorso in termini non solo di quantità, ma anche di qualità. Sui frutti si notano infatti cinghiature molto estese, che arrivano anche oltre la metà del frutto, e serie screpolature della buccia". La quota di produzione aggregata tra scarto e seconda qualità, secondo il pericoltore ravennate, dovrebbe raggiungere il 30-40% del totale.



Per quanto riguarda la cimice asiatica, la presenza dell'insetto è diffusa sul territorio ravennate ma Ballardini non si aspetta gravi attacchi sulla Carmen, in quanto dovrebbe essere una varietà poco appetibile per Halyomorpha halys. "Ci aspettiamo danni da cimice asiatica negli impianti di William bianco e rosso. Anche in questo caso, la nostra aspettativa è quella di avere una produzione complessiva del 30-40% ma con un po' meno di danno da gelo rispetto a Carmen".

Sulla varietà Abate Fétel - cavallo di battaglia della pericoltura Made in Italy - l'impatto del freddo è stato catastrofico nella zona di Bagnacavallo. Come conferma Ballardini, infatti, "la produzione dell’Abate si attesterà solamente al 5%. Di Decana, invece, ne avremo il 50%. Quest’anno potremmo ritenerci soddisfatti se, complessivamente, raccoglieremo il 20-25% della nostra produzione potenziale di pere". 

Di fronte a un’annata così deficitaria c'è poco da fare: "Noi abbiamo ridotto i lavoratori stagionali e dato spazio a colture erbacee come fagiolini e fagioli borlotti", conclude.

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