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venerdì 23 luglio 2021


«Le truffe? Tante e fantasiose». Il caso dello chef stellato

Rare ma non rarissime. Anzi, sempre più diffuse. E in alcuni casi, molto fantasiose. Sono le truffe perpetrate ai danni di produttori e grossisti ortofrutticoli, di cui abbiamo scritto mercoledì in un articolo che oltre a fare il pieno di click, ha suscitato varie reazioni dei lettori, anche sui social.

Umberto Musso, che all'Ortomercato di Milano fa parte di Italfrutta Distribuzione - società attiva anche nell'ambito del catering di cui è direttore commerciale - racconta che la sua azienda ha avuto a che fare con la richiesta di un presunto chef stellato: una lunga lista di prodotti per un evento aziendale comprendente tra l'altro 35 chili di ciliegie extra, 20 kg di fragole lucane extra, 15 kg di pere Abate sempre top Quality, 30 kg di meloni extra, e poi, in analoghi quantitativi, banane, albicocche, pesche, ananas. Ovviamente solo di "prima scelta". 


Umberto Musso (a destra), con il socio Sandro Todaro

"Ci siamo informati dalla società di assicurazione del credito  cui facciamo riferimento: il referente risultava affidabile ed era assicurato per 5mila euro", racconta il giovane imprenditore lombardo. "Abbiamo quindi evaso l'ordine per circa 3mila euro ma il sedicente chef e la sua azienda, al momento di pagare, sono spariti: inizialmente avevano garantito avrebbero fatto il bonifico alla consegna, poi, dopo mille scuse, si sono dileguati. E nonostante l'assicurazione, abbiamo perso oltre mille euro tra franchigie e oneri di contorno".

Ma come è possibile che certe realtà risultino affidabili e solvibili quando alla prova dei fatti non lo sono? "Le assicurazioni del credito sono un'arma a doppio taglio - commenta il grossista milanese - alcune società fanno il bello e il cattivo tempo: ad esempio hanno ritirato il fido a un'importante azienda impossibilitata a lavorare durante il periodo del lockdown e il cui fatturato era crollato. Un'attività avviata e seria. Attenzione: meglio che le assicurazioni ci siano piuttosto che no. Ma in un mercato selvaggio come il nostro, può succedere di tutto". E aggiunge: "Abbiamo un contenzioso aperto con una nota società di servizi di assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti che non ha voluto liquidare un sinistro, utilizzando un pretesto ridicoloperché in scadenza di contratto". 



"Per quanto ci riguarda - conclude Musso - abbiamo adottato una politica severa: preferiamo non lavorare che rischiare anche poco. Abbiamo implementato la sicurezza dei sistemi di pagamento e pretendiamo comunicazioni via Pec per ogni eventuale cambio di coordinate. Ma se il problema del credito è la prima causa di fallimento, ci sarà un motivo...".

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