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martedì 24 agosto 2021


«Pomodori, vi racconto la nostra sfida»

Quello del pomodoro è un mercato affollato. Per emergere è davvero necessaria la distintività: sia sul fronte del gusto che della comunicazione. Sipo, azienda romagnola specializzata nella produzione e commercializzazione di ortaggi, muove il primo passo nel mondo del pomodoro con un progetto nato per soddisfare il palato dei consumatori e catturare la loro attenzione già al punto vendita: Sipomodoro è la nuova sfida di Massimiliano e Simona Ceccarini ed è stata presentata i primi giorni di agosto a Rimini.

Al centro di questo progetto ci sono Boterino (ciliegino rosso e marrone), Giottino (mini ciliegino rosso e giallo), Picassino (ovalino marrone striato e rosa striato), Boldino (datterino arancione e giallo). Queste le referenze che si troveranno in distribuzione a partire da settembre, il cui nome è ispirato a grandi artisti per trasmettere un forte senso si esclusività e creazione. Lo stesso che si percepisce nel packaging e negli strumenti di comunicazione di Sipomodoro.



Il progetto è ambizioso e, come ha spiegato Massimiliano Ceccarini, segue la filosofia aziendale, cioè quella di ricavare spazio nelle nicchie di mercato, in quelle specialità di cui l'Italia ortofrutticola è tanto ricca. Ovviamente dietro a tutto questo c'è un lungo processo di selezione genetica, un collaudato programma di coltivazione e una precisa strategia di comunicazione.

Il percorso di ricerca varietale è stato condotto assieme alla ditta sementiera Lamboseeds e ha avuto una gestazione di circa 6-7 anni perché condotto in assenza di biotecnologie. E' servito tempo per mettere a punto forma, colore, aroma, gusto... Ma anche le proprietà nutraceutiche di questi articoli. Gli aspetti salutistici delle referenze di Sipomodoro sono infatti un altro valore aggiunto del progetto.



Massimo Longo, presidente di Agritechno, ha affiancato Sipo in questo percorso. "Non basta avere una buona varietà e un bravo coltivatore, serve efficienza nella filiera per ottenere prodotti ottimi e un brand che dia riconoscibilità", ha illustrato l'imprenditore.

"Abbiamo lavorato sugli aspetti organolettici e nutraceutici, sui parametri che danno diversi colori, sapori e profumi: abbiamo così ottenuto delle differenze nelle varie tipologie di prodotto - ha ribadito Sandro Colombi, direttore commerciale di Lamboseeds (nella foto sotto) - Ci siamo concentrati sull'acido glutammico, quello che determina la sapidità, uno dei parametri più ricercati dal consumatore: il ricordo di un buon pomodoro è infatti collegato al contenuto di questo acido, è quindi un'arma identificativa per permettere al consumatore di rimanere soddisfatto dopo l'esperienza di acquisto. La variabilità dei colori è legata sia a parametri qualitativi che nutraceutici".



Sipomodoro ha una immagine positiva, evocativa e significativa. L’idea - rimarca Sipo - è quella di rappresentare questi “piccoli doni” della natura proprio come fossero gioielli e bijoux. Pomodorini buoni sia crudi che cotti, un prodotto trasversale, versatile, sano e per tutti. La comunicazione si basa quindi sull'accostamento tra pomodoro e arte, i nomi richiamano anche la mini-size di questi ortaggi.



I pomodori di Sipo saranno disponibili tutto l'anno, grazie a una produzione dislocata in vari areali della Penisola, zone vocate per fornire una qualità costante durante i dodici mesi.

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