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lunedì 30 agosto 2021


Boom agrumi sudafricani contaminati, l'allarme spagnolo

E’ emergenza agrumi contaminati dal Sudafrica. A darne l’allarme è La Unió de Llauradors (Unione dei Lavoratori, la principale organizzazione professionale agricola territoriale della comunità Valenciana ndr) che, basandosi su dati europei, sottolinea le intercettazioni dell’ultimo mese.
Secondo le fonti dell’associazione, nel solo mese di luglio si sono registrati ben 5 casi di agrumi contenenti organismi nocivi e pericolosi ovvero Citrus Black spot e Thaumatotibia leucotreta.

Numeri da valutare con particolare attenzione, considerato che a luglio 2020 si era registrato un solo carico di agrumi sudafricani colpiti dal Citrus Black Spot. Sembra di tornare alla situazione del 2019, quando si registrarono sempre 5 casi di contaminazioni.

“Da quando l'Unione europea ha firmato l'Accordo di partenariato economico con gli Stati della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe-Sadc (Sud Africa, Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e Mozambico) nel 2016 – riporta la rivista online Valenciafruits.com - sono stati rilevati numerosi parassiti degli agrumi e persino una chiusura volontaria delle esportazioni sudafricane”.



Sembra evidente come il Paese africano fatichi a offrire garanzie ai Paesi europei. Fatto ancora più preoccupante se si considera l’imminente revisione dell’accordo in programma quest’annoUna modifica approfondita dell’accordo è la richiesta che si alza a gran voce da La Unió, che specifica: ha ovvie conseguenze fitosanitarie per la salute delle piante dell'agrumicoltura europea.

Sul caso è intervenuto anche il segretario generale de La Unió, Carles Peris: ”Esortiamo la Commissione europea e il resto delle istituzioni dell’Unione e, nel nostro caso, il governo spagnolo, a promuovere la revisione dell’accordo e ad analizzare in profondità il suo impatto commerciale, così come le conseguenze fitosanitarie per il settore agrumicolo europeo”.



L'accordo prevede la progressiva riduzione dei dazi doganali per le arance dolci, misura già adottata con l'entrata in vigore dell'accordo, fino alla totale eliminazione prevista per il 2025. L'impatto sul settore agrumicolo valenciano, spagnolo ed europeo dell'applicazione di questo punto specifico dell'accordo ha portato conseguenze molto negative, sia dal punto di vista economico che fitosanitario. A questo proposito, la Unió ha già presentato diverse relazioni tecniche alle autorità comunitarie.

“La produzione agricola nell'UE è soggetta a severi controlli fitosanitari e, rispetto ad altri Paesi, ci sono livelli molto avanzati di controllo dei residui” è il messaggio lanciato da la Unió. 
Che a tal proposito chiede “che le importazioni da Paesi terzi rispettino gli stessi standard rigorosi, sostenibili e di garanzia sanitaria degli agrumi europei. Nell'ambito del Green Deal europeo e della strategia Farm-to-Fork, non ha senso mantenere negli accordi le stesse condizioni di quando questi sono stati firmati”.

In apertura una foto di archivio di Citrus Black Spot

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