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lunedì 20 settembre 2021


Batteri, funghi e virus, il 99% di quelli viventi è «buono»

Con lo sviluppo della pandemia si è largamente diffusa nella popolazione italiana la paura nei confronti del mondo dei microrganismi. Si pensa spesso che virus, batteri e funghi siano elementi "cattivi” o "maligni". Tuttavia, la realtà dei fatti è proprio opposta. Meno dell’1% dei microrganismi presenti sulla Terra è infatti potenzialmente pericoloso per l'uomo, le piante e gli animali. “Il loro ruolo è di primissima importanza per il funzionamento del nostro Pianeta, ma anche per tutte le applicazioni biotecnologiche che ci potranno permettere di affrontare le grandi sfide del futuro”: lo ha detto Cristina Varese, docente di Botanica Sistematica al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino in occasione della celebrazione della Giornata internazionale dei microrganismi (17 settembre).

L’essenziale è invisibile agli occhi. Questo tutte le persone se lo devono ricordare. La biodiversità microbica, invisibile all’occhio nudo, è una risorsa preziosa per la scienza e l’industria e ha enormi implicazioni anche per l’economia e la finanzia. Oggigiorno, infatti, i microrganismi fanno la parte del leone in tantissimi settori strategici: dalla produzione primaria alla filiera alimentare, dal biorisanamento alla valorizzazione degli scarti, dalla produzione di biocarburanti alla depurazione delle acque”.



“I microrganismi garantiscono ovviamente – ha proseguito l’esperta – anche la salute di tutti gli ecosistemi. Perché, ad esempio, sono i principali regolari dei cicli biogeochimici e del riciclo della sostanza organica. Sono essenziali per la struttura e la fertilità dei suoli, per l'equilibrio degli ambienti acquatici e sono i principali produttori e assorbitori dei gas serra: senza di loro, quindi, non è possibile affrontare il modo corretto le sfide dei cambiamenti climatici e della nutrizione degli abitanti del Pianeta. La comunità di microorganismi interagisce con uomini, animali e piante, determinandone il loro benessere: il cosiddetto microbioma”. 

L’Università di Torino punta a trasmettere tutti questi immensi “valori” alla società attraverso la mostra fotografica “Microrganismi straordinari” allestita presso l’Orto Botanico fino al prossimo 31 ottobre. La mostra, curata dalla stessa Cristina Varese, raccoglie 44 foto realizzate presso 27 Centri di ricerca europei con sofisticate tecniche di microscopia. “La scarsa consapevolezza sull’importanza dei microrganismi per l'ambiente e le biotecnologie da parte di politici, imprenditori e persone, influenza in modo negativo i comportamenti quotidiani dell’intera società. Se vogliamo veramente centrale gli obiettivi del Green Deal, della Strategia Europa di Bioeconomia, dell’Agenda 2030 dell’Onu, i microrganismi non dovranno essere più trascurati come in passato – ha concluso – Dobbiamo invece immaginarli come il motore della bioeconomica e della sostenibilità ambientale per raggiungere uno sviluppo globale del pianeta basato sul benessere umano e la protezione dell’ambiente”.
 
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