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venerdì 1 ottobre 2021


Nocciole, ieri la bilaterale tra Ue e Turchia. Le stime

Da alcuni anni si registra un exploit della coltura del nocciolo in Italia, secondo produttore mondiale dopo la Turchia e primo europeo. Dal momento che le nocciole incontrano sempre più il favore del consumatore attento alla salute e al benessere, c’è stato un aumento di circa 5 mila ettari investiti, dal 2018 ad oggi. Nonostante ciò, le previsioni per la campagna corilicola nazionale 2021/22 registrano un vistoso calo produttivo negli areali vocati: -55% in Piemonte, -70% in Lazio e Campania e addirittura -80% in Sicilia. Lo ha sottolineato il coordinamento di Agrinsieme, che è intervenuto ieri all’annuale incontro bilaterale sulle nocciole tra i Paesi dell’Unione Europea e la Turchia

La bilaterale è un appuntamento importante per l’approfondimento degli andamenti produttivi del settore e per il confronto sull’armonizzazione delle regole fra Ue e Turchia, pone in evidenza il Coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, informando che alla riunione hanno preso parte delegazioni di Turchia, Italia, Francia, Spagna e rappresentanti della Dg Agri della Commissione Europea.

Sul calo produttivo - ad avviso di Agrinsieme - hanno pesato i sempre più evidenti effetti del cambiamento climatico e l’anomalo andamento meteo, caratterizzato da gelate primaverili, prolungata siccità, temperature superiori alla media stagionale e scarsa impollinazione, ma anche altri fattori, quali i danni dagli attacchi parassitari di cimice asiatica e cimice del nocciolo e quelli causati dalla fauna selvatica alle colture. Da una parte, quindi, il forte calo produttivo, dall’altra l’incremento dei costi di produzione.

Tutto ciò - conclude il Coordinamento - sta intaccando in modo preoccupante la redditività delle imprese, anche se nonostante questi fattori avversi la qualità delle nocciole è buona, i prezzi sono in recupero e l’andamento degli investimenti corilicoli resta in costante crescita soprattutto nelle aree di nuova coltivazione, quali Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Basilicata e Calabria. 

Da quanto emerso nell’incontro bilaterale, per l’Italia le previsioni di produzione di nocciole in guscio per la campagna 2021/2022 sono per l’Italia di circa 45.000/48.000 tonnellate (a fronte delle 136mila ton della scorsa annata); in calo anche Francia e Spagna. Turchia in aumento (il ministero dell’Agricoltura di Istanbul stima un raccolto di 700mila tonnellate a fronte delle 665mila tonnellate della campagna precedente). Le previsioni di consumo mondiale sono in crescita.

"A ben vedere urge - sottolinea da parte sua Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, che ha preso parte alla riunione assieme ad alcune aziende corilicole associate – e adottare una strategia comune tra i Paesi coriliferi Ue per quanto riguarda le avversità climatiche, i problemi fitosanitari e le strategie di difesa di questa coltura, che solo in Campania esprime un potenziale produttivo pari a circa 45mila tonnellate, pari ad un terzo del raccolto potenziale nazionale”. E su tanto Confagricoltura Campania elaborerà un documento regionale di sintesi, che presenterà all’assessore all’Agricoltura della Regione  Nicola Caputo.  

Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme - Confagricoltura Campania


   


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