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lunedì 6 dicembre 2021


«Nuova Pac, passare dalle parole ai fatti»

Il Consiglio europeo ha adottato formalmente la politica agricola comune (Pac) per il periodo 2023-2027. Tra gli obiettivi del documento ci sono anche quelli di garantire un reddito equo agli agricoltori e di riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare.

Ma cosa ne pensa un distributore della nuova Pac? Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, "è più di un’opportunità, è la svolta", come scrive in una sua riflessione pubblicata la settimana scorsa su LinkedIn.

"Gli ultimi giorni sono stati molto impegnativi per me e soprattutto per Conad. Abbiamo detto no a Nutriscore davanti al Commissario Europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski, abbiamo detto la nostra sulla COP26 e siamo entrati a far parte di Confcommercio di cui ora sono vicepresidente - questa la premessa - Sono tutte cose belle, decisioni importanti e complicate, che contribuiscono a definire il futuro del nostro Paese e quindi quello dei nostri figli. Così come la riforma della Politica Agricola Comune europea, che arriva dopo un lungo e difficile negoziato durato tre anni".


Janusz Wojciechowski

La nuova legislazione apre la strada a una Pac più equa, più verde e maggiormente basata sull'efficacia, in cui gli Stati membri possono adattare le disposizioni alle esigenze delle rispettive comunità agricole, ma devono riferire annualmente in merito ai progressi compiuti.

"Incrementare la produttività agroalimentare, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori, assicurare i diritti dei lavoratori e promuovere una produzione più sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico - riprende Pugliese - Sostenibilità, trasparenza, equità, regolamentazione. Ecco ciò di cui sono veramente contento di poter leggere nella nuova Pac. È quello per cui io, come Signor Conad, lotto ogni giorno. È quello sui cui noi di Conad lavoriamo da sempre, per poter garantire ai nostri clienti sicurezza alimentare. Dalla qualità del prodotto all’attenzione delle pratiche climatiche e ambientali, dalla trasparenza a partire dall’etichetta al rispetto delle norme sul lavoro. Sicurezza non solo di ciò che si mangia, ma anche rispetto a tutto ciò che c’è attorno".



La politica agricola comune rappresenta circa un terzo del bilancio dell'Ue e un quarto dei pagamenti diretti sono riservati alle pratiche agricole ecosostenibili. Inoltre, è la prima Pac a includere una dimensione sociale intesa a garantire condizioni di lavoro adeguate per i lavoratori agricoli.

"Se vogliamo che le nostre filiere agroalimentari diventino più forti e più competitive, è necessario che le belle parole scritte nella nuova Pac vengano concretizzate, che quei 34 miliardi da programmare vadano davvero a sostegno delle piccole aziende, ai giovani agricoltori e a supporto di quella parte di Made In Italy che soffre e che va tutelata. Ora è arrivato il momento di fare la nostra parte e dobbiamo farla tutti insieme. Per gli agricoltori, per il settore agroalimentare, per i nostri clienti - rimarca l'amministratore delegato di Conad  - Adesso, abbiamo meno di un mese per consegnare il nostro Piano Strategico Nazionale alla Commissione dell’Unione Europea, e quindi nemmeno un minuto da perdere. Basta polemiche e battibecchi, più green o meno green, l’obiettivo comune deve essere quello di sostenere le filiere e i più piccoli, perché senza di loro neanche noi grandi con le spalle grosse saremmo in grado di andare avanti. E perché in questo momento, che è quello delle grandi difficoltà, ma anche delle grandi opportunità, dobbiamo mettere le nostre filiere nella condizione di fare sistema, di unirsi, di aumentare il loro peso. E quello dell’Italia con loro. Sburocratizzazione, compromessi, passi avanti, favorire tutti senza lasciare indietro nessuno - conclude Pugliese - Quelle penne dovranno firmare un accordo giusto, un accordo buono per i buoni".

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