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lunedì 24 gennaio 2022


Insalate, dopo il rialzo dei listini si torna alla normalità

“Gli ultimi due mesi dell’anno, per quanto riguarda i prezzi, sono stati positivi, mentre gennaio è iniziato con una leggera flessione, ma oramai è un trend che si verifica ogni anno; quindi, non ci ha colti impreparati”. Questo, in sintesi, il giudizio sulla campagna commerciale delle insalate fornito da Matteo Brunelli.



Il manager dell’omonimo gruppo cesenate evidenzia in primis le criticità che hanno caratterizzato l’ultima parte dell’anno. “E' stato un autunno complicato dal punto di vista meteorologico, a causa delle abbondanti piogge e sbalzi termici che hanno interessato soprattutto le regioni del Sud Italia, che rappresentano i bacini di produzione più importanti in questo periodo dell’anno. Pertanto c’è stato un calo dell’offerta che ha provocato un rialzo dei listini delle lattughe fino ad oltre 2 euro il chilo. Una situazione complicata da gestire, soprattutto a causa della qualità del prodotto non sempre impeccabile a causa degli eventi climatici avversi”.



“Con l’inizio dell’anno – prosegue Brunelli – dal punto di vista produttivo la situazione è leggermente migliorata, anche in virtù dell’entrata in produzione degli areali fondani. Allo stesso tempo c’è stato un calo fisiologico nelle vendite, che dovrebbero riprendersi verso la fine di gennaio seguendo una tendenza ormai consolidata negli ultimi anni”.



L’imprenditore romagnolo sottolinea, inoltre, come il trend commerciale abbia interessato tutte le diverse tipologie di lattughe (trocadero, gentilina e iceberg) attualmente in vendita, senza particolari distinzioni l’una dall’altra.



Il discorso però cambia se si analizzano le quote di mercato. “Negli ultimi 5 anni c’è stato un vero e proprio exploit per la lattuga iceberg, che ha quasi triplicato le vendite a discapito della romana e gentilina, storicamente le più vendute. D’altronde l’iceberg ha delle peculiarità interessanti per il punto vendita in quanto ha buona shelf life e non deve essere mondata per mantenere la freschezza; mentre il consumatore si compra una lattuga che non produce scarti e mantiene sempre un’ottima croccantezza”.



Per quanto riguarda il futuro, Matteo Brunelli ha le idee chiare: “A parte la situazione economica estremamente complicata, noi non perdiamo la nostra vocazione per l’innovazione e la sostenibilità. Infatti, già da diversi mesi stiamo conducendo test per il prodotto a Residuo Zero e fra pochi mesi saremo pronti a lanciare la nuova referenza sul mercato”.

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