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martedì 25 gennaio 2022


Aumenti record, scatta la protesta... in Spagna

Costi di produzione sempre più alti, importazioni ‘selvagge’, prezzi al consumatore inadeguati al valore dei prodotti, nuove patologie e richieste sempre più pressanti di sostenibilità. La filiera agricola spagnola è come una pentola a pressione, pronta ad esplodere in qualsiasi momento. 
E domenica ha fatto sentire la sua voce in una protesta organizzata dall’associazione per lo sviluppo e la difesa del mondo rurale (Alma Rural): nel centro di Madrid si sono radunati 6000 partecipanti (secondo la Delegazione del Governo, come riporta la testata El Pais), oltre 50 trattori, 50 cavalli e 15 carri trainati dai buoi. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: chiedere misure a favore del settore rurale.

I partecipanti sono arrivati da tutto il Paese per chiedere politiche che consentano all’attività agricola di essere “più redditizia e sostenibile – come riporta il quotidiano spagnolo – oltre ad eliminare tutte quelle leggi che bloccano lo sviluppo e il mantenimento di un settore chiave per l'economia nazionale”.


Foto: Facebook Alcarria TV
Traduzione del cartellone: "L'Europa rovina gli agrumicoltori spagnoli. Richiediamo soluzioni immediate"

La lunga carovana, composta da agricoltori, allevatori, pescatori, a rappresentanti del mondo della falconeria o della corrida, ha percorso un tragitto di quattro chilometri che ha ‘toccato’ le strutture chiave della politica spagnola: prima il ministero della transizione, poi quello dei consumi, per terminare davanti al ministero delle politiche agricole. Proprio a questi tre dipartimenti sono state rivolte le principali critiche e istanze del mondo rurale. 

Secondo le stime di Alma Rural, hanno partecipato all’iniziativa più di 200 organizzazioni locali con attività legate al territorio rurale dall'agricoltura all'allevamento, alla caccia o alla pesca. 
Carlos Bueno, segretario generale di Alma Rural, ha sostenuto che l’obiettivo era “influenzare la politica, dato che molte volte vengono approvate leggi che vanno contro il settore rurale. Con questa protesta, diciamo basta e vogliamo che tutta la società ci sostenga”. Alla protesta hanno preso parte anche appresentanti politici di PP, Vox e Ciudadanos.


Foto: Facebook Partito popolare spagnolo
Traduzione del cartellone: "Mondo rurale, averne cura significa aver cura anche dei produttori"

Tra le richieste del settore quelle di rendere le attività agricole non solo più redditizie ma anche più sostenibili, per evitare lo spopolamento delle aree rurali. L’associazione che ha organizzato la protesta ha specificato le sue esigenze in una legge sulla filiera alimentare che rispetti i pagamenti ai produttori, in modo che siano superiori o almeno pari ai costi di produzione. Le richieste arrivano anche a livello europeo per “una politica comunitaria che difenda la produzione nei Paesi membri e che non metta in pericolo l'autosufficienza alimentare nella stessa Ue”.
I partecipanti alla protesta hanno chiesto a Bruxelles di essere rigorosa non solo quando si tratta di esigere condizioni di produzione da parte degli agricoltori e allevatori comunitari, bensì che le stesse regole siano applicate anche alle importazioni, in termini di qualità e sicurezza alimentare.

Foto: Facebook Alcarria TV
Traduzione del cartellone: "Comunità Europea, assassini dell'agricoltura spagnola"

La protesta è stata indetta senza l'espresso sostegno delle organizzazioni agrarie generali, che hanno chiesto una mobilitazione il 20 marzo: tra queste Asaja, Coag e Upa, la Federazione spagnola di caccia, la Federazione delle associazioni selezionate di bestiame, l'Unione degli allevatori di tori da combattimento e l'Alleanza rurale.

“Sia da queste organizzazioni agrarie che dalla stessa associazione Alma Rural (scissione di Alianza Rural legata ad Asaja) – specifica l’articolo - hanno convenuto che le trattative per unificare le manifestazioni non hanno dato frutti. I rappresentanti di Alma Rural hanno criticato apertamente le organizzazioni agrarie, per non aver difeso gli interessi del settore rurale”.
Tra i politici che hanno sostenuto la manifestazione ci sono il leader del PP, Pablo Casado e Jorge Buxadé, il vicepresidente dell'azione politica di Vox, che ha chiesto la "sospensione immediata" delle importazioni di prodotti agricoli e zootecnici dai Paesi che non rispettino le normative in termini di lavoro, ambiente o qualità, che sono invece richieste per i prodotti spagnoli. 

In apertura, foto tratta dalla pagina Facebook di Alcarria TV

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