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martedì 29 marzo 2022


Vendite in Gdo, dati impietosi

A gennaio i dati di vendita del reparto ortofrutta della Gdo erano stati impietosi, mostrando una flessione dei consumi preoccupante (qui l'approfondimento). Ma sembra che il peggio debba ancora venire. A febbraio, infatti, ritroviamo una situazione simile a livello di trend, ma peggiorativa e legata agli effetti negativi del blocco dei trasporti del mese scorso. Se poi pensiamo agli altri eventi che si sono scatenati a marzo, il futuro di breve periodo non è roseo.



I trend a volume del totale reparto passano da un -5,8% di gennaio a un -7,5% di febbraio. Parallelamente, frutta e verdura di prima gamma, che nel primo mese dell'anno perdevano rispettivamente 2,9 e 9,4 punti, a febbraio segnano un -5,4% e un -10,5%. Solo IV-V Gamma mostrano segnali di crescita a livello di volumi (+2,2%), anche se con un’intensità leggermente attenuata rispetto a gennaio (+2,4%).

Se guardiamo le vendite a valore si nota un’ulteriore crescita del mix prezzi, sia sul totale reparto (+10,3 punti rispetto ai 7,8 di gennaio) sia su ogni singola macro categoria.
È certo che lo sciopero e il conseguente blocco dei trasporti di fine febbraio ha avuto un effetto inflattivo sui trend, con la flessione dei consumi concentrata nelle categorie più influenzate dalle produzioni del Sud (come agrumi e orticole) e conseguente aumento delle quotazioni.

 

Insomma tutto male, o quasi. Se guardiamo l’andamento dei consumi a livello di aree geografiche si può notare un timido segnale positivo nella zona che più ha sofferto in questi mesi, ovvero il Nord Ovest. Il dato a volume è sì negativo (-4,9%), come per tutte le altre parti del Paese, ma la perdita è quella meno marcata, con una flessione della metà dei punti percentuali rispetto al sud (-10,6%), l’area che – viceversa – negli ultimi tempi cresceva di più. Magra consolazione, ma è comunque un segnale, anche se minimo, di ripresa per un’importante area d’Italia per la distribuzione e che ultimamente performava peggio di tutte le altre.



Considerando l’andamento simile dei primi due mesi dell’anno, il progressivo non poteva che mostrare trend col segno meno a volume. Sarà da capire se gli eventi legati alla guerra in Ucraina avranno risvolti peggiorativi o migliorativi rispetto alle performance di mercato. È possibile anche un ritorno all’assalto degli scaffali, ma anche un cambio nelle scelte di “carrello” privilegiando categorie meno deperibili rispetto all’ortofrutta, come ad esempio la pasta. Al momento c’è qualche segnale, ma ancora non allarmante.
 
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Alfonso Bendi
Research & Consulting Director
alfonso@italiafruit.net

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