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venerdì 15 aprile 2022


Uva da tavola, in Sicilia si investe sulle superprecoci

L'ultima campagna ha regalato soddisfazioni, ma non c'è tempo per cullarsi sugli allori: i produttori di uva da tavola siciliani sono al lavoro per affrontare la nuova stagione. Il freddo da una parte e l'aumento dei costi di produzione dall'altra - come ricorda a IFN Gianni Raniolo, presidente del Consorzio di tutela dell'Uva da tavola di Mazzarrone Igp - sono i principali fattori che tengono gli agricoltori col fiato sospeso.

"Anche se il clima finora è stato problematico, abbiamo avuto un freddo intenso e temperature scese fino a meno 2 gradi nei nostri areali, per fortuna non ha creato danni - illustra l'imprenditore siciliano - C'è stato un rallentamento della fioritura, ma per il resto la pianta si sta sviluppando bene".



Abbiamo incontrato Raniolo a Fruit Logistica, dove il Consorzio era presente nella collettiva della Regione Sicilia. "La fiera è andata molto bene - aggiunge - Avevamo diversi appuntamenti fissati e abbiamo incontrato anche altri operatori. Torniamo da Berlino soddisfatti. La nostra Igp è sempre più conosciuta in Italia ed in Europa, con volumi in aumento nell'ordine del 20% nell'ultima campagna".

E una volta rimesso piede in Sicilia, nei vigneti più preoci gli acini si presentano già grandi come piselli. "Ad allegagione avvenuta possiamo dire che le senza semi quest'anno presentano una produzione molto buona, questo è un dato positivo - evidenzia Raniolo - Siamo ovviamente preoccupati dall'aumento dei costi di produzione: c'è chi aveva programmato investimenti, come nuove coperture ad esempio, ed ha rinunciato davanti a un raddoppio dei costi. Si aspetta tempi migliori".



Ma in Sicilia il percorso di innovazione varietale continua. "Tanti produttori - continua il presidente del Consorzio - ci contattano per avere indicazioni su quali uve mettere a dimora: vogliono capire che direzione prendere, su quali varietà puntare. In genere gli investimenti sono concentrati sulle superprecoci: permettono di entrare sul mercato in un momento favorevole, giugno e luglio sono mesi propizi per il nostro areale. Anche l'ultiima campagna è stata molto positiva per le produzioni precoci: prodotto in quantità, di qualità e apprezzato dai consumatori. Lo straordinario caldo estivo del 2021 ha invece danneggiato la produzione tardiva di Uva Italia. Il Consorzio - conclude Gianni Raniolo - segue da vicino il tema dell'innovazione varietale, è un fattore strategico per la crescita del comparto".

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