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lunedì 2 maggio 2022


Fragole, il miglioramento genetico traina la crescita

La campagna fragolicola del Nord Italia è partita in leggero ritardo (clicca qui per leggere la notizia) con i primi stacchi dagli areali romagnoli e veronesiOvviamente i fragolicoltori sperano di replicare gli ottimi risultati delle ultime annate, che hanno ridato slancio ad una coltura che ha conosciuto diversi anni di difficoltà. 

Per capire al meglio le dinamiche produttive e i possibili sviluppi, IFN ha interpellato Luca Mazzoni, terza generazione di imprenditori del gruppo Mazzoni: “Negli ultimi anni negli areali del Nord Italia c’è stato un rinnovamento varietale piuttosto intenso, e questo è stato possibile anche grazie al lavoro di ricerca che effettuiamo tramite il Civ, del quale siamo tra i fondatori. Secondo i dati che abbiamo a disposizione, nel 2022 c’è stato un aumento delle superfici sia in Veneto, dove sono arrivati a 290 ettari, sia in Romagna, che segue con poco più di 220 ettari. Si tratta di incrementi sull’anno precedente del 18% e 10% rispettivamente. Invece, in Trentino-Alto Adige, gli investimenti sono stabili.”

“In questi areali – prosegue il manager – le varietà Civ occupano una posizione di rilievo grazie alla capacità del programma di miglioramento genetico di adattarsi alle esigenze specifiche di quei territori. Per esempio il Veneto, che guarda principalmente alla grande distribuzione e all’export necessita sia di una fragola che sia molto produttiva e dotata di un’elevata shelf life. Aprica* racchiude in sé queste caratteristiche e non a caso è fra le cultivar più piantate in regione”.


Fragole della varietà Giusy

“Per quanto riguarda la Romagna Sibilla* sta dando ottimi risultati e sta riscontrando il favore di molti produttori dell’areale. Entrando nel dettaglio questa selezione è apprezzata perché riesce a coniugare  eccellenti qualità organolettiche, tenuta del frutto anche con alte temperatura e una buona conservabilità. Non dimentichiamoci inoltre, di due cavalli di battaglia come Joly* e Clery*, fragole che fanno dell’estetica e del profumo accattivante i tratti distintivi, apprezzate anche nei mercati esteri, Francia in primis”.

Concludendo la rassegna non poteva mancare un accenno alla fragolicoltura di montagna: “In questo caso passiamo a varietà rifiorenti, che consentono di produrre anche nel periodo estivo e ben si prestano alla coltivazione fuori suolo. Murano, Vivara e Cantus® civrh621 rispondono alle richieste degli agricoltori grazie alla buona produttività, facilità di raccolta ed estetica del frutto, senza dimenticare il gusto".
Le elevate proprietà gustative sono un aspetto al quale prestiamo molta attenzione nella ricerca di nuove varietà, da questo punto di vista lo standard e le esigenze dei produttori si sono molto alzati negli ultimi anni.


Fragole della varietà Sibilla

Poi, oltre alla qualità organolettica, ci stiamo concentrando sulla facilità di raccolta, ottenibile lavorando sull’architettura della pianta, e che sarà sempre più importante a causa della difficoltà nel reperire manodopera specializzata. Inoltre, la rusticità, o in generale la resistenza alle malattie è un altro elemento prioritario, soprattutto alla luce delle continue revoche di principi attivi e dai continui stress causati dal cambiamento climatico”.

“Chiaramente è difficile ottenere la varietà perfetta che racchiuda in sé tutte le caratteristiche ideali, ma è nostro dovere cercare di migliorare costantemente ed abbiamo nelle novità estremamente promettenti come Giusy® civh413*, Lycia® CIVNB557 e Klodia® civh725* che si stanno mostrando performanti rispetto ai nostri parametri di selezione varietale”.

In apertura fragole della varietà Joly
  
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