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mercoledì 20 luglio 2022


«Vi racconto come risparmio il 70% di acqua»

L'emergenza idrica è sulla bocca di tutti in questa calda estate 2022. Disponibilità di acqua e risparmio nel suo impiego sono due fattori cruciali per il futuro dell'ortofrutta: senza acqua non c'è futuro per i prodotti della terra, ma coltivare con molta meno acqua è possibile.

Un’azienda friulana specializzata nella produzione di mele e dei suoi trasformati è riuscita a tagliare il consumo di acqua del 70% nei suoi frutteti: un concreto esempio di sostenibilità e di lotta alla siccità. L'impresa in questione è la Pomis di Chiasiellis di Mortegliano (Udine): grazie all’agricoltura 4.0 e a soluzioni tecnologiche ha rivoluzionato la conduzione dei propri meleti. Una nuova strategia agronomica che, oltre ad aver fortemente diminuito le necessità irrigue, ha ridotto anche del 50% i concimi, limitato l’attacco di funghi e aumentato del 35% l’accrescimento dei frutti.



L’imprenditore Peter Larcher negli ultimi anni ha investito notevoli risorse per dotare i suoi frutteti di un complesso sistema 4.0 di irrigazione a goccia, altamente automatizzato e gestito da remoto. Nella tenuta di 20 ettari nel medio Friuli la lotta alla siccità è condotta con le più recenti soluzioni tecnologiche, soprattutto Made in Italy ma con strumenti provenienti anche da Israele.

Larcher spiega il funzionamento del sistema, che vede operare una rete di sensori capaci di monitorare costantemente l’umidità e la temperatura dei terreni, dalla superficie fino a una profondità di 30 centimetri. Solo quando c’è bisogno si attiva il sistema di irrigazione, che eroga acqua in maniera differenziata per ogni singola particella del meleto. Altri sensori, poi, tengono controllata la salute della pianta, in particolare delle foglie sia del lato esposto al sole sia di quello sotto: questo consente di tenere sotto controllo anche la diffusione di fitopatologie, come i funghi che prolificano in caso di eccesso di apporto idrico. Attraverso la rete di tubi, inoltre, vengono erogate anche le sostanze concimanti, nel giusto mix e nella giusta quantità in base alle necessità rilevate dalla sensoristica installata nel frutteto.



“Al momento attuale, rispetto agli impianti tradizionali, l’accrescimento delle nostre mele è superiore del 35%", specifica Larcher. Il tutto può essere controllato direttamente dallo smartphone: aggiornamento costante e possibilità di attivare l'erogazione dell'acqua con un click.

Pomis ha mantenuto la rete di irrigazione a pioggia, ma la utilizza soltanto in casi eccezionali: come sistema antibrina contro le gelate primaverili e prima del raccolto per rinforzare il manto erboso tra i filari affinché resista meglio al passaggio dei trattori.

“Grazie a questi investimenti - conclude Larcher, che gestisce l'azienda assieme alla moglie Denise Cicuto - noi oggi risparmiamo il 70% di acqua rispetto a un comune sistema di irrigazione a pioggia, figuriamoci rispetto ai tradizionali sistemi a scorrimento, purtroppo ancora troppo diffusi”.

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