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mercoledì 5 settembre 2018


«Contro la frutta esotica l'uva non ce la fa»

I consumi di uva da tavola in generale sono in aumento, ma le quotazioni non decollano. “Stiamo lavorando più degli ultimi anni, ma non riusciamo a spuntare prezzi degni del lavoro, del prodotto e, anche, del settore. Che ha messo a posto tutte le carte, dal punto di vista etico, delle varietà e della qualità”. E’ il primo commento di Nicola Giuliano, alla guida della Op Giuliano Pugliafruit di Rutigliano, Bari, insieme ai fratelli Vito e Giovanni.

Insomma, le dinamiche del mercato sono sempre più imprevedibili. “Nel complesso – spiega l’imprenditore pugliese - il settore ortofrutticolo italiano sta soffrendo molto i costi di produzione, amplificati da nuove regole, contratti, questioni di sanità, sicurezza, tutela del paesaggio e dell’ambiente e così di seguito. Ma se al supermercato si vendono le banane a 0,90 euro, o gli ananas a un euro, e tutti li comprano, allora c’è qualcosa che non quadra. Perché un chilo di uva costa almeno due euro ed è chiaro che non siamo competitivi”.



“Il dubbio è che ci siano due pesi e due misure e che il prezzo del prodotto davvero etico in questo modo sia spinto verso il basso – continua Giuliano – Forse se fossimo meglio organizzati, o più uniti, potremmo limitare i danni, ma non ha senso incolparsi tra produttori, confezionatori e distributori. Il problema è che sceglie il consumatore. E sceglie di comprare le banane a 0,90 euro”.

In campagna, poi, le piogge non aiutano. “Il cracking – spiega Giuliano - alleggerisce i vigneti del 10-20% ma, soprattutto, aumenta la manutenzione quotidiana dell’uva. Uva bellissima, ma da seguire, con costi che non erano previsti”. In altre parole, ci vorrebbero 20 centesimi in più rispetto agli altri anni. Che i produttori, però, non stanno prendendo.



In questo momento la Giuliano Pugliafruit commercializza una ventina di varietà di uva. “Proprio in questi giorni abbiamo inaugurato la campagna di Pristine, di cui siamo licenziatari. Una varietà bianca seedless che i costitutori della Polar Fruit considerano la migliore al mondo per l’equilibrio zuccheri/acidi, la croccantezza, il sapore non aromatico che non stanca e la buccia sottile che si confonde con la polpa”.



Insieme a Pristine, ci sono le più recenti uve bianche (Thompson, Autumn Giant, Melissa, Sugraone), le rosse (Supernova, Crimson, Scarlotta Seedless) e le nere (Midnight Beauty e Autumn Royal), oltre alle classiche Red Globe, Pizzutella, Italia e Palieri con cui l’azienda barese fa il prodotto Igp Puglia.

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