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lunedì 30 novembre 2020


Orticoltura, tutte le innovazioni del Crea

“Il nostro Centro di ricerca – afferma Teodoro Cardi, direttore del Crea Orticoltura e Florovivaismo – ha ben chiaro l’obiettivo di sviluppare un sistema di produzione agricola secondo i criteri dell’intensificazione sostenibile, che sia più redditizio, ma utilizzando meno risorse. Gli approcci che stiamo seguendo vanno dall’impiego del breeding di ultima generazione al miglioramento genetico di colture orticole come pomodori, peperoni e basilico, dai fiori eduli, dalla sostituzione della torba con risorse verdi provenienti dall’economia circolare fino ai modelli predittivi per l’agricoltura digitale e all’innovazione in biologico”.  

Le serre del futuro. Con i progetti HT-HG "High Tech – House Garden”, Agridigit-Agrofiliere, iGUESS-Med, si intende allestire una serra High Tech che integri tecnologie per lo sviluppo agronomico controllato di colture ortoflorovivaistiche in serra mediterranea con le nuove tecniche di coltivazione delle piante, per un utilizzo ottimizzato di prodotti chimici e di acqua. L’idea è quella di fare della serra mediterranea un ambiente di coltivazione “intelligente” e “moderno”, dotato di dispositivi tecnologici e sensori integrati, che forniscono informazioni in tempo reale per controllare la gestione della serra stessa, tra cui: il sistema di fertirrigazione, il dosaggio dei nutrienti e la gestione fitosanitaria, con ricadute sia economiche sia ambientali, legate alla gestione ottimizzata degli input in coltivazioni intensive con un’elevata efficienza d'uso dei fattori produttivi. 

Il miglioramento genetico delle colture. Il progetto Biotech-Cisget (Cisgenesis and genome editing in tomato) si propone di produrre nuove varietà di pomodori resistenti ai patogeni e agli stress derivanti dai cambiamenti climatici, mediante le moderne tecniche di breeding quali la cisgenesi e il genome editing, che agiscono sullo stesso DNA della pianta per migliorare la tolleranza agli stress biotici e abiotici e la qualità organolettica, nutrizionale e tecnologica dei frutti. L’incremento del contenuto di solidi solubili totali, oltre a migliorare il valore commerciale dei frutti di pomodoro, ne prolunga la conservabilità (shelf-life) determinando una conseguente riduzione delle perdite in post-raccolta. Con Biotech- Geo, invece, si utilizzano le stesse tecniche per mettere a punto cloni di basilico resistente alla peronospora, il fungo patogeno che colpisce dal 2011 le aree storicamente vocate alla coltivazione, come la Liguria.  

Nei progetti G2P-Sol e BRESOV, tecniche e conoscenze avanzate di genomica sono utilizzate per valutare le caratteristiche agronomiche e qualitative di risorse genetiche di peperone e pomodoro, identificare i geni responsabili dei caratteri d’interesse e selezionare nuove varietà più resilienti, adatte anche alla coltivazione in biologico.   

La filiera nazionale dei fiori edibili. Con il progetto ANTEA, il CREA Orticoltura e Florovivaismo persegue l’obiettivo di riorganizzare e supportare la filiera dei fiori eduli. Le attività scientifiche intendono introdurre nuove specie da fiore commestibile, lavorando sulle caratteristiche qualitative e nutrizionali, sullo studio del periodo di fioritura, dei sistemi di propagazione e coltivazione, sull’analisi della tossicità e delle caratteristiche microbiologiche dei fiori. Le ricadute economiche per il settore sono positive sia per i piccoli produttori di ortaggi che per le aziende medie e le industrie produttrici di insalate di quarta gamma. 
  
Lo studio dei DSLP nell’agricoltura biologica. I dispositivi sperimentali di lungo periodo (DSLP) in agricoltura biologica permettono lo studio a lungo termine dei terreni coltivati, dando la possibilità di verificare la sostenibilità agronomica, economica e ambientale e rappresentano l’ambiente ideale per mettere a punto e testare innovazioni varietali, agronomiche e meccaniche.  

In questa ottica, con il progetto PERILBIO, il CREA Orticoltura e Florovivaismo, ha inteso rafforzare i collegamenti tra i diversi dispostivi nazionali di lungo periodo, con un data set di parametri e indicatori comuni a tutti i DSLP, come per esempio il contenuto di sostanza organica e l’indice di copertura del terreno, gli apporti energetici extra-aziendali (fitofarmaci, fertilizzanti, gasolio e lubrificanti,) i consumi energetici e consumi idrici per unità di prodotto e il livello di biodiversità dell’agroecosistema.  

Si tratta di uno strumento importante per costruire modelli previsionali e definire servizi agroambientali a vantaggio di tutta la collettività, quali la sottrazione di CO2 dall’atmosfera, l’incremento della sostanza organica dei terreni, il mantenimento della biodiversità a tutti i livelli, la riduzione dei rischi di erosione, una maggiore resilienza degli agro ecosistemi e la tutela della salute degli agricoltori. 
 
Substrati ecofriendly e torba free per l’industria vivaistica. Nei progetti SUPERA e Subsed si stanno mettendo a punto substrati eco-compatibili, torba-free (la torba è una risorsa limitata), caratterizzati da miscele specifiche per diverse tipologie di piante: erbacee, arbustive o arboree ornamentali ed autoctone o un substrato ricavato con tecniche sostenibili da un rifiuto (il sedimento marino dragato) in un’ottica di economia circolare.  


Fonte: ufficio stampa Crea


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