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lunedì 30 maggio 2022


«Ciliegie, lavoriamo per una stagione record»

I presupposti per una stagione da record ci sono tutti. La campagna cerasicola è pronta a decollare anche in Emilia-Romagna: da questa settimana i volumi cresceranno e, superata la fase più difficile dell'esordio – dove garantire la qualità non è certo un gioco da ragazzi – la commercializzazione dei frutti è pronta a decollare. Con Enrico Bucchi, responsabile commerciale Italia di Alegra e Valfrutta Fresco - business unit di Apo Conerpo - abbiamo fatto il punto della situazione.



Bucchi, partiamo dal campo: qual è la situazione nel Vignolese e più in generale in Emilia-Romagna?

Da un punto di vista climatico non ci sono stati problemi: abbiamo registrato un'ottima qualità in questo avvio di campagna. Partenza positiva, dunque, grazie a buone temperature e a un prodotto esteticamente bello e gustoso per il periodo. A livello di volumi stiamo un po' soffrendo in questa fase, perché nonostante le alte temperature e una scalarità delle maturazioni c'è un certo ritardo. Ma da questa settimana torneremo nella normalità con l'avvio più significativo della stagione cerasicola emiliano-romagnola. Come Agrintesa in questa campagna dovremmo battere il nostro record a livello di raccolto, con i nuovi impianti entrati a regime stimiamo di ritirare oltre 3000 tonnellate di prodotto.



A livello commerciale come è partita la stagione?

Ci stiamo difendendo con le quotazioni. Per il momento la richiesta di prodotto è superiore alla disponibilità... Uno scenario che durerà ancora pochi giorni. La ciliegia è un frutto di grande interesse, la distribuzione ha dedicato subito grande attenzione a questa referenza.



Quest'anno c'è più sovrapposizione tra gli areali del Sud e del Nord?

Nella prima parte della stagione sì, sia per le ciliegie che per le albicocche, ma il fenomeno si sta normalizzando. Rispetto al prodotto pugliese abbiamo ciliegie dalla pezzatura più sostenuta e siamo soddisfatti della qualità: il prodotto sta entrando sano, al giusto momento di raccolta, con una colorazione omogenea.



A proposito di qualità e garanzia del gusto, cosa fate per le vostre ciliegie?

Siamo nella fase più difficile, con la Bigarreau non è semplice garantire un'esperienza gustativa di livello e la giusta shelf-life: è una ciliegia morbida e quindi più complicata da gestire, nonostante ciò le prime ciliegie avevano un grado Brix tra i 15 e i 16; con le temperature degli ultimi giorni il grado zuccherino sta ancora migliorando e arriveremo in un range tra 18-20 ed oltre. Abbiamo iniziato i primi stacchi delle varietà a polpa soda, che hanno quella punta di acidità che esalta il palato. Monitoriamo i ceraseti per avviare la raccolta al momento giusto, conduciamo test strumentali e prove d'assaggio, ma la selezione ottica con Cherry Vision 3.0 di Unitec è il passaggio fondamentale per offrire qualità garantita e con continuità. Al momento non c'è un'altra strada, per noi è un servizio insostituibile.



Come trasferire la qualità espressa in campo fino al consumatore?

In campo è importante la strategia agronomica e la scelta varietale. Tuttavia la qualità deve essere riconoscibile e distinguibile: per le produzioni dell'areale di Vignola è strategico l'Igp, mentre con Valfrutta Fresco stiamo ampliando la gamma premium con proposte dove valorizziamo i calibri importanti, in alcuni casa anche il 30+, oppure confezioni dedicate al consumo fuori casa, come il bicchiere da 220 grammi. Quest'anno punteremo nuovamente a incrementare il contributo dell'export, sempre nell'ottica di un posizionamento di alta gamma. Pezzatura, shelf-life e soprattutto gusto sono i binari che seguiamo.

In questo ambito il ruolo del packaging diventa centrale.

Dove possibile proponiamo sempre le ciliegie confezionate, perché riteniamo che la qualità sviluppata in ceraseto vada difesa, protetta e raccontata fino a casa del consumatore. A proposito di pack abbiamo sperimentato soluzioni in carta, ma al momento riteniamo che le confezioni in R-Pet siano quelle più equilibrate sul fronte igienico, della sostenibilità ambientale ed economica, e anche della visibilità del prodotto.



Dicevamo dell'interesse della distribuzione moderna per la ciliegia. Un interesse che, come nell'ultimo caso di Aldi, porta il retailer verso progetti di co-branding.

Il co-branding con Aldi e la Ciliegia di Vignola Igp, che sosteniamo insieme al Consorzio di tutela, vede l'inserimento del frutto Igp nella linea Regione che vai. Un'esperienza sviluppata su tante altre importanti insegne, a partire da Conad e Carrefour con cui abbiamo iniziato questo percorso, e che ora sta via via coinvolgendo sempre più realtà leader della distribuzione nazionale. E' positivo quando la Marca del distributore enfatizza la territorialità e la specializzazione, e per dare valore alle produzioni ortofrutticole sceglie percorsi in comune con i produttori e i loro consorzi.

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