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giovedì 18 luglio 2013


COOPERATIVA LE TERRE DI DON PEPPE DIANA, SABOTATE LE COLTIVAZIONI DI PESCHE CONFISCATE ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Nei campi della frazione Pugliano di Teano, in provincia di Caserta, maturavano le pesche della Cooperativa Le terre di Don Peppe Diana-Libera Terra. Ora il raccolto è andato in buona parte perso. Nella notte tra venerdì e sabato scorso è stato tagliato in più punti l’impianto di irrigazione e le chiavi di regolazione del flusso idrico sono state strappate via. Sono stati rubati materiali e gettati in terra i frutti dei primi filari del pescheto.
Si tratta dell’ennesimo tentativo di intimidazione ai danni delle realtà sociali e produttive che, nel casertano come in tante altre parti d’Italia, gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata. Il terreno in questione è stato sottratto alla disponibilità del clan camorristico Magliulo e recuperato dagli operatori della cooperativa sociale nata nel 2010 in seguito a bando.
Gli attacchi ai beni recuperati alla legalità e al sistema produttivo sono purtroppo da anni all’ordine del giorno, soprattutto nel periodo estivo. Il 25 giugno scorso, nel reggino, un incendio ha travolto un agrumeto di circa 4 ettari affidato al Consorzio Terre del sole che gestisce i beni confiscati alla ‘ndrangheta nel Comune di Melito Porto Salvo. Chi ha appiccato l’incendio alla “Placanica factory”, così si chiama il fondo gravemente danneggiato dalle fiamme, sapeva che in quei giorni non erano in programma campi di lavoro e che di notte l’agrumeto, già colpito da furti e atti vandalici, non era custodito. Fortunatamente l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato che bruciassero anche la stalla e gli edifici rurali.
A questi si aggiungono molti altri episodi vandalici e intimidatori verificatisi negli ultimi mesi, ma come ha affermato il fondatore di Libera don Luigi Ciotti questi atti sono “un grave segnale che ci preoccupa, ma non ci ferma”.

Fonte: Legacoop.it


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