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martedì 3 dicembre 2013


ROTTURE DI STOCK E COMPLETEZZA ASSORTIMENTALE NEL REPARTO ORTOFRUTTA SONO I PRIMI PARAMETRI DI VALUTAZIONE DI UN NEGOZIO

Il consumatore italiano suggerisce ancora una volta, attraverso le analisi sul suo percepito, come l'ortofrutta sia, nel bene e nel male, uno delle principali chiavi per creare distintività nei negozi della GDO. Nella scala di valutazione relativa alla completezza assortimentale, emerge come il primo criterio considerato sia la varietà di scelta nei freschi (tra questi l'ortofrutta è da sempre il primo, per antonomasia), seguito dalla profondità nella scala prezzi e dalla presenza di marche note. Se si chiede, invece, quali reparti o categorie siano i più importanti nella valutazione della completezza dell'assortimento per l'intero negozio, i clienti citano l'ortofrutta al primo posto, seguita dalla carne e dai detersivi per la casa (la prima fra le categorie citate che non fanno parte di freschi o alimentari). Inversamente correlato ad ampiezza e profondità assortimentale è il livello di rotture di stock. Dalle citazioni dei clienti, infatti, sembra emergere questo legame e, tra i reparti citati con più rotture di stock, l'ortofrutta guadagna - questa volta purtroppo - la pole position. È chiaro che più si punta sull'ottimizzazione di uno dei due aspetti, tra ampiezza/profondità assortimentale o riduzione delle rotture di stock, più si tende a trascurare l'altro, a parità di risorse impiegate. Tale correlazione fa pensare, però, a quanto investire su un'offerta accattivante sia importante alla stregua di assicurare una gestione oculata del reparto. Ad oggi spesso questi due aspetti non viaggiano sempre a braccetto.







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