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martedì 4 novembre 2014


Sab Ortofrutta e la sua Op nel progetto Carbon footprint

Analisi dell'impronta di carbonio nella filiera di produzione delle insalatine pronte al consumo, svolta nell'ambito del Programma Nazionale per la valutazione dell'impronta ambientale. Progetto co-finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

O.P. IL TRICOLORE Società Agricola Consortile a r.l. (di seguito denominata OP Il Tricolore) è un consorzio di società agricole che si occupa, presso lo stabilimento di Telgate (BG), di trasformazione di prodotti di I e IV e V gamma, distribuiti poi tramite la propria filiale SAB ORTOFRUTTA SRL alla GDO.

L'OP Il Tricolore, con l'obiettivo di migliorare costantemente il proprio prodotto, le tecniche utilizzate per la sua produzione e ridurre i propri impatti ambientali, ha deciso di aderire a un'importante iniziativa proposta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ossia la Carbon footprint secondo la norma ISO-TS 14067.

La Carbon footprint (letteralmente, "impronta di carbonio") rappresenta l'emissione di gas clima-alteranti attribuibile a un prodotto. Viene così misurato l'impatto che tali emissioni hanno sui cambiamenti climatici di origine antropica.
La carbon footprint è espressa in termini di kg di CO2e (CO2 equivalente).

Lo studio si è svolto nell'ambito del Programma Nazionale per la valutazione dell'impronta ambientale ed è cofinanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

L'Op il Tricolore ha messo a disposizione dello studio due prodotti di IV gamma presenti sui banchi della Grande Distribuzione: l'insalata mista quattro gusti in buste da 200 g e l'insalata novella in buste da 90 g x2.

Al termine di una fase di rilevamento e studio dei dati, l'analisi della Carbon Footprint di queste due referenze (che ha coinvolto diversi agricoltori della filiera), ha evidenziato che l'insalata novella formato 90 gx2 ha una Carbon Footprint pari a 2,81 kg CO2e/kg prodotto, pari a 0,51 kgCO2e/confezione.

I contributi maggiori per l'insalata novella derivano da:

  • Consumo di gasolio e lavorazioni della fase agricola (33%)
  • Consumi energetici di stabilimento (14%)
  • Logistica delle materie prime in ingresso (10%)
  • Imballi del prodotto (9%)
  • Logistica del prodotto in uscita (8%).

In relazione alle attività svolte in stabilimento, incidono in modo significativo il consumo di energia elettrica e le perdite di gas refrigeranti dai circuiti frigoriferi. Il contributo della fase d'uso e del fine vita sono trascurabili.

Lo studio della Carbon Footprint dell'insalata mista, ha invece evidenziato che la Carbon Footprint dell'insalata mista è pari a 2,06 kg CO2e/kg, pari a 0,41 kgCO2e/confezione.

I contributi maggiori per l'insalata mista derivano da:
  • Consumi energetici di stabilimento (19%)
  • Logistica delle materie prime in ingresso (19%)
  • Gasolio e lavorazioni della fase agricola (15%)
  • Logistica del prodotto in uscita (13%)
  • Agroinput, in particolare fertilizzanti e conseguenti emissioni di N2O (9%)
  • Imballi del prodotto (8%).

Anche in questo caso è stato rilevato che, relativamente le attività svolte in stabilimento, incidono maggiormente il consumo di energia elettrica e le perdite di gas refrigeranti dai circuiti frigoriferi e che il contributo della fase d'uso e del fine vita sono trascurabili.

L'external communication report dei due prodotti è scaricabile alla pagina: http://www.sabortofrutta.it



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