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lunedì 16 ottobre 2017


La sensibilità di Siropack raggiunge il grande pubblico

Da un post emozionante su Facebook ai maggiori telegiornali e quotidiani nazionali il passo è breve. Poche ore, pochi giorni, e la storia di Steven, 21enne dipendente malato di tumore della Siropack Italia - azienda cesenate attiva nella progettazione, costruzione e assistenza nel settore del packaging agroalimentare e farmaceutico - ha raggiunto la ribalta nazionale.

Il caso era eclatante per passare in secondo piano. Sta di fatto che un'azienda che ha legami anche con il settore ortofrutticolo si è dimostrata capace di diventare esempio positivo per tutti.

Ma andiamo per ordine. A Steven, attualmente in convalescenza, l'Inps (Istituto nazionale previdenza sociale) ha appena sospeso lo stipendio, poiché la legislazione nazionale considera terminati i suoi giorni di malattia (180). "Una decisione ingiusta - sottolinea Siropack - Un atto arbitrario e lesivo nei confronti di un ragazzo che sta combattendo contro un tumore".

Per difenderlo e sensibilizzare le pubbliche autorità, l'azienda ha realizzato un comunicato stampa sulla vita passata e attuale del giovane e mercoledì 11 ottobre lo ha veicolato sul proprio profilo Facebook chiedendo alle persone di condividere la sua storia. Una vita piena di cure e terapie che, però, non ne hanno compromesso la forza di volontà. A febbraio 2016 Steven, dopo aver conseguito un diploma professionale, è stato assunto dalla Siropack per fare il terminalista. Nel marzo 2017, l'evolversi della malattia lo ha costretto a sottoporsi a un intervento di rimozione di un polmone, dando inizio a una delicata convalescenza sotto le cure dell'Ieo (Istituto europeo di oncologia) e dell'Irst (Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori).

Il post è diventato virale: in pochi giorni ha ottenuto più di 1.300 "Mi piace" e oltre tremila condivisioni. Di lì in poi, un'escalation continua: giornali locali, quotidiani nazionali (Corriere della Sera e altri), programmi tv (La vita in diretta, ecc.) e infine telegiornali.

"La nostra azienda considera quanto subito da Steven una profonda ingiustizia", sottolineano i titolari Rocco De Lucia e Barbara Burioli. Che si sono subito mossi. "Ci ha commosso – proseguono – la sensibilità dei nostri trenta dipendenti che si sono resi subito disponibili al pagamento di una colletta, ma sarà la proprietà a provvedere al suo sostentamento. Agiremo – concludono De Lucia e Burioli – con tutti i mezzi a nostra disposizione, vogliamo dimostrargli la nostra vicinanza e, allo stesso tempo, sensibilizzare le autorità competenti affinché i lavoratori come Steven possano essere trattati con maggiore umanità".

Siamo sicuri che l'azienda saprà beneficiare di questa ribalta positiva.

Copyright 2017 Italiafruit News


a cura della Redazione

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