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martedì 24 ottobre 2017


Trasformato, «filiera fuori controllo»

Nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Abdullah Mohamed, un bracciante sudanese senza regolare contratto di lavoro stroncato dal caldo nei campi di Nardò (Lecce) nell'estate 2015, la Procura di Lecce ha portato alla luce l'esistenza di una filiera fuori controllo per il pomodoro trasformato.

Come riportano il Corriere.it, Repubblica.it, Il Fatto Quotidiano e il settimanale Internazionale, i carabinieri del Ros di Lecce hanno segnalato che, per molti anni, i pomodori dell'azienda per cui lavorava Mohamed sono stati venduti a tre importanti industrie di lavorazione italiane.

"Nessuna delle ditte acquirenti è iscritta nel registro degli indagati", chiariscono dalla Procura di Lecce, ma "servono più controlli e anche più sanzioni".

Nel quadro dei rapporti tra produttori e industriali, i primi si impegnano a firmare un protocollo di legalità, a osservare le norme in materia di sicurezza e salute sul lavoro, i contratti collettivi nazionali, la normativa previdenziale e quella in materia di lavoro degli immigrati. Seguendo questa prassi, però, i coltivatori "irregolari" possono riuscire più facilmente a sfuggire ai controlli contro il caporalato dell'Inps e delle forze dell'ordine. In sostanza, quindi, il pieno rispetto delle regole degli industriali non basta per garantire in assoluto "l'eticità" del prodotto trasformato venduto sugli scaffali dei supermercati.


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