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martedì 9 gennaio 2018


Ortofrutta business da oltre un miliardo nel Veronese

Prima Eurogroup Italia (azienda di riferimento del gruppo Rewe) con 214 milioni di euro (il 12% in più del 2015), seconda Greenyard Fresh Srl (ex Univeg) con 157 milioni (il 284% in più dell’anno precedente, sul risultato incide la riorganizzazione), terza Villafrut con 68 milioni (-12%): è questo il podio relativo ai fatturati 2016 delle aziende che operano nel commercio ortofrutticolo nella provincia di Verona, territorio tra i più importanti per il settore, stando alle rilevazioni del gruppo di lavoro di Economia aziendale dell'Università di Verona e della PwC pubblicate nei giorni scorsi sul quotidiano “L’Arena”.

Il commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi conta un centinaio di società di capitali capaci insieme di esprimere un fatturato aggregato di 1,15 miliardi di euro, in crescita del 13,79% rispetto al 2015.

La top ten si completa con Garden Frutta (45 milioni di euro, +12%), Aziende Agricole Giv (43 milioni, +21%), Bruno Srl (36 milioni, +10%, cui andrebbero aggiunti i circa 18 milioni di Euroverde, società gestita dalla stessa proprietà), Op del Garda (34 milioni, +7%), Vol Ortofrutta (26 milioni, +10,5%), Perusi (24 milioni, +1,5%) e Frutta C2 (20 milioni, -15%).


La tabella con i dati dell'Università di Verona e della PwC in collaborazione con “L’Arena”

Le prime dieci aziende garantiscono il 58,29% del giro d'affari complessivo. L’utile prima degli interessi, delle imposte, delle svalutazioni e degli ammortamenti (Ebtida) delle aziende leader è in progresso (+29,77%), così come il reddito operativo (34,42%), mentre gli investimenti lordi sono aumentati in modo più contenuto (4,87%); l'effetto è un incremento sul Roa (redditività relativa al capitale investito o all'attività svolta), da 4,16% a 5,33%. Le motivazioni di tale incremento, si legge nel report, si trovano nell'aumento della marginalità sulle vendite (Ros), ma soprattutto nella crescita della rotazione del capitale

L'indebitamento finanziario, infine, risulta in calo dell'8,64%; ciò determina, anche in virtù della crescita del patrimonio netto, un miglioramento dell'indice debt/equity, che scivola da 0,61 a 0,46. 

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