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venerdì 8 novembre 2019


Dai mandarini all'uva, la frutta dei Balcani cresce

Dai lamponi della Serbia ai mandarini della Croazia, dai cetrioli della Bosnia ai pomodori dell'Albania, per arrivare all'uva da tavola e ai cavolfiori della Macedonia. Queste produzioni della Penisola balcanica stanno cominciando ad assumere un peso importante nel mercato europeo dell'ortofrutta fresca, favorite da un ambiente imprenditoriale ideale per fare agricoltura. 

I costi di produzione di questa regione sono infatti molto più bassi rispetto a quelli di Italia o Spagna, la disponibilità di manodopera è ampia, come pure la possibilità per le aziende di accedere a finanziamenti bancari e aiuti statali. E' quanto ha spiegato Ivana Dulic Markovic, consulente della società Seedev per il mercato della Serbia, durante il Fruitnet Forum South East Europe tenutosi mercoledì 6 novembre a Belgrado. 

Per poter continuare a crescere, il settore ortofrutticolo dei Balcani dovrebbe però orientarsi sul miglioramento delle performance agricole e sull'aggiornamento tecnologico, come ha osservato la consulente durante il suo intervento, sintetizzato dalla testata partner Eurofruit. 



Secondo Dulic Markovic, in particolare, la regione balcanica sconta ancora una scarsa conoscenza delle più moderne tecnologiche di lavorazione e una mancanza di esperienza e di capacità di programmazione. Sarebbe importante anche sviluppare partnership commerciali atte ad aggiornare le strutture logistiche, a rafforzare i legami verticali nella supply chain e a migliorare l'organizzazione commerciale.

La Serbia è sicuramente uno dei paesi più importanti dell’area. Avrebbe tutte le possibilità per sviluppare le sue esportazioni ortofrutticole nel mercato europeo, ma - secondo la consulente di Seedev - dovrebbe iniziare a spostare l'attenzione sulle referenze fresche a scapito di quelle congelate. "La domanda di surgelati è in calo da quattro anni consecutivi. Dobbiamo diventare competitivi nel settore fresco ed investire maggiormente per essere un mercato più attraente per le nuove tecnologie" ha detto Dulic Markovic spiegando che la Serbia è già oggi il secondo maggiore produttore di lamponi al mondo, il terzo di ciliegie, il settimo di mele, il nono di fragole e il 22esimo di mirtilli. Ha meno successo nelle verdure: è quarto il produttore mondiale di peperoni, il 18esimo per i pomodori, il 23esimo per le cipolle e il 25esimo per le patate.

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