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mercoledì 8 aprile 2020


Scozia, i lavoratori locali salvano la raccolta dei berries

La produzione di fragole, mirtilli e lamponi scozzesi, che rappresentano circa il 25% dei frutti di bosco del Regno Unito, quest’anno sembrava destinata alla distruzione a causa della carenza di manodopera per la raccolta. Ma secondo quanto riporta il quotidiano britannico Theguardian.com, il settore sarebbe vicino ad una soluzione: quella di impiegare nell’attività di raccolta le persone del posto come studenti, lavoratori di bar e ristoranti, rimasti senza lavoro a causa del Coronavirus.

In migliaia hanno risposto agli appelli urgenti dei coltivatori di frutta scozzesi, riuniti nell'associazione Angus Growers, per sostituire il lavoro di decine di migliaia di stagionali provenienti da Bulgaria e Romania, rimasti bloccati nei Paesi d’origine a causa delle misure restrittive imposte dalla diffusione dell’epidemia.
Per i 3200 posti vacanti si era pensato anche di noleggiare voli speciali per attirare lavoratori dall’estero, ma le persone della zona hanno risposto in massa e la maggior parte delle 19 aziende agricole che hanno preso parte all’appello hanno già ricoperto tutte le loro posizioni.



Sorpresi dal riscontro positivo, i coltivatori della zona possono ora contare su nuova forza lavoro, indispensabile per raccogliere ingenti quantità di fragole, lamponi, mirtilli e more, pari lo scorso anno a 12.400 tonnellate. Mentre la raccolta in serra è  già iniziata, partirà tra due settimane quella in campo aperto, con un picco atteso da giugno in poi. Anche la fase di raccolta è stata modificata dalle nuove norme di sicurezza e le nuove reclute dovranno imparare a lavorare con appositi macchinari e attrezzature, mantenendo sempre le sufficienti distanze fisiche.

Ma un dubbio permane: cosa succederebbe se, con un’imminente fine del blocco, i nuovi lavoratori fossero richiamati alle loro attività professionali? Un problema che tocca da vicino sia coltivatori che consumatori, considerata l’importanza dell’approvvigionamento di ingredienti salutari come i berries.

Ma la Scozia non è l’unico Paese a riflettere su come risolvere il problema della carenza di manodopera per le nuove raccolte. 
Ne è un esempio il boom di domande per la raccolta delle fragole che nei giorni scorsi ha investito Confagricoltura Verona: anche in questo caso i protagonisti sono studenti, stagionali della ristorazione e operai rimasti senza lavoro (clicca qui per leggere la notizia) .
Anche il presidente del Cso Italy Paolo Bruni ha sottolineato il ruolo di "ammortizzatore sociale" che l'agricoltura potrebbe rappresentare in questo periodo (clicca qui per approfondire) mentre è chiaro l'impegno del ministro Bellanova per avviare "la mappatura dei fabbisogni di lavoro agricolo" oltre ad accelerare l'emanazione del Decreto flussi (a questa pagina le dichiarazioni del Ministro).

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