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mercoledì 25 novembre 2020


«Uva da tavola, dobbiamo comunicarla di più»

La conoscenza di un prodotto parte dalla sua comunicazione. E quando questa è assente, si rischia di perdere valori fondamentali. La stessa cosa sta succedendo all’uva da tavola, secondo Francesca Lonigro della Lonigro Group, azienda di Noicattaro (Bari) specializzata nella produzione e nella commercializzazione del frutto in tutta Europa.

“L’uva da tavola è mal comunicata – spiega a Italiafruit News – non tutti conoscono le sue proprietà nutrizionali e i benefici che il suo consumo apporta all’organismo. Per questo motivo durante l’epidemia sono aumentati i consumi di altri prodotti ortofrutticoli ma non quelli dell’uva. Oggigiorno tutto quello che non viene comunicato, finisce per non esistere”.



E aggiunge: “L’uva da tavola è un frutto costoso, forse anche per questo i consumatori hanno preferito altri prodotti. Ma se fossero stati informati sui benefici, allora probabilmente sarebbero stati disposti a spendere qualcosa in più per acquistare un prodotto salutare e gustoso. In questa stagione di incertezza, la comunicazione è alla base di tutto. Sono fiduciosa che questo aspetto si possa sviluppare a breve ed è lo stesso obiettivo della Commissione dell’uva da tavola, di cui faccio parte”.

Alla vigilia della chiusura della stagione, con le ultime pedane in cella, Lonigro commenta: “Anche se in generale è mancato il 20-30% di produzione rispetto agli anni passati, la qualità è stata ottima soprattutto per le primizie. Sull’uva Vittoria abbiamo avuto un’annata davvero ottima, mentre per la Black Magic abbiamo avuto qualche difficoltà. In generale quest’anno i grappoli sembravano ben formati con acinature grandi ma in realtà erano vuoti e pesavano meno del previsto”.



Considerate anche le forniture provenienti dai produttori privati, l’azienda è riuscita comunque a soddisfare le esigenze di mercato. “I prodotti hanno avuto un andamento costante da giugno fino a settembre, anche perché in quel periodo sembrava che il virus fosse in diminuzione – commenta l’operatrice – situazione che si è tradotta in una domanda costante da parte delle catene distributive”.
Abbiamo iniziato a risentirne solo quando la linea dei contagi ha iniziato ad alzarsi soprattutto in Polonia ed Olanda – continua – L’uva da tavola è un frutto prezioso che deve subire trattamenti speciali e i tempi di conservazione non sono lunghissimi, per questi motivi le catene distributive estere hanno rallentato gli ordini. Le nostre merci hanno continuato a viaggiare tranquillamente anche quando alcuni Paesi hanno chiuso i loro confini ma è difficile lavorare in una situazione di timore generale e il numero di camion ritirati è notevolmente calato”.

Un packaging personalizzato per metterci la faccia



A partire da questa campagna, l’azienda ha inserito nuovi packaging in carta totalmente ecosostenibili riportanti la foto di Francesca Lonigro, che commenta: “Nonostante le responsabilità, ho deciso di metterci la faccia per comunicare un prodotto a me caro. Sono perennemente in magazzino a controllare che il prodotto sia di qualità e conosco tutta l’uva che entra e che esce. Queste nuove confezioni ci hanno aiutato a dare identità alla nostra uva da tavola, oltre ad instaurare un rapporto di fiducia con i nostri clienti. Fa piacere ricevere messaggi di apprezzamento da operatori che preferiscono il nostro prodotto anche all’interno delle grandi piattaforme, dove la merce arriva da tutto il mondo”.

E aggiunge: “A questo proposito, è doveroso ringraziare anche tutti quei buyer e quelle figure commerciali che ci consentono di comunicare il nostro prodotto così come noi lo abbiamo ideato”. L’idea del nuovo packaging è nata durante la quarantena, grazie all’alta attenzione per i dettagli: su tutti i sacchetti sono infatti elencati i principali benefici che si possono ottenere dal consumo dell’uva da tavola. “Continuiamo ad utilizzare questo packaging – conclude - anche se costa 10 volte in più rispetto al tradizionale, per questo motivo lo proponiamo solo ad una nicchia ristretta di mercato”.
Oltre a questo lavoro ad hoc sul packaging, l’azienda non smette di guardare al futuro: “E’ indispensabile aprire nuovi canali commerciali, soprattutto in un periodo di incertezza come oggi”, sottolinea Lonigro.

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