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mercoledì 9 dicembre 2020


«Pomodorini e ToBRFV, fare previsioni è impossibile»

Una piantina di pomodoro che presenta la nuova virosi del Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV) può arrivare ad infettare, nel giro di soli tre mesi, fino al 70% delle coltivazioni della serra in cui è presente. Una velocità di propagazione impressionante che non fa dormire sonni tranquilli ai produttori siciliani. Anche a quelli che, finora, sono stati meno interessati dal problema.  

“La nuova campagna invernale del pomodoro è un terno al lotto”, commenta a Italiafruit News Enzo Strabone, responsabile commerciale della cooperativa Eurortaggi di Gela (Caltanissetta), specializzata nella produzione di pomodorini su 40 ettari di serre per 12 mesi l’anno. “Finora abbiamo notato danni contenuti nelle nostre serre di ciliegini, piccadilly e datterini, con qualche pianta che ha presentato sintomi compatibili con la nuova virosi e che abbiamo subito eradicato. Tuttavia, essendo le piante ancora piccole, è complicato scovare il ToBRFV. Sappiamo poi che questo virus può svilupparsi velocemente all’interno della serra. Permane quindi una sensazione di grande incertezza per quello che potrà accadere nei prossimi mesi”.

Nell’areale di Gela, fino a questo momento, i maggiori danni da ToBRFV si sono riscontrati negli impianti serricoli del pomodoro grappolo, tipologia che la cooperativa Eurortaggi non produce. “Quest’anno molti produttori della nostra zona - precisa Strabone - hanno scelto di orientarsi sulla coltivazione delle zucchine e delle melanzane piuttosto che rischiare col pomodoro. Noi abbiamo confermato gli investimenti produttivi, con le raccolte che dovrebbero entrare a pieno regime a partire dal mese di gennaio”.


Cestino di ciliegino a grappolo a marchio Eurortaggi

Dopo un’estate negativa con prezzi deprimenti che non rendevano possibile nemmeno la copertura delle spese di acquisto delle piantine, la campagna autunnale dei pomodorini siciliani sta procedendo con volumi scarsi e quotazioni elevate

“Lavorando prevalentemente con la Gdo italiana, dobbiamo cercare sempre di garantire una qualità dei frutti molto alta per non incorrere in resi. Per fortuna, i consumi nazionali negli ultimi due mesi sono stati sempre contenuti, altrimenti avremmo dovuto svendere i nostri prodotti all’industria, come era accaduto nel corso dell’estate”, sottolinea Strabone. 

Che conclude: “Una maggiore disponibilità di pomodorini ci sarà fra 15-20 giorni, quando inizieremo gli stacchi negli impianti programmati per le raccolte invernali. Fare previsioni per il futuro non è possibile, dovrei essere un mago! Speriamo solo di non subire gelate né problemi gravi di ToBRFV”. 


Confezione di datterino a grappolo  

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