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martedì 15 dicembre 2020


Patto del tricolore per un'aggregazione vincente

Aggregazione e spirito di squadra sono i fattori necessari per costruire un settore dell’agroalimentare italiano forte, in grado di dialogare con le forze politiche e i Paesi esteri. E’ questa la nuova immagine della filiera ‘disegnata’ ieri durante la conferenza pubblica online “L’agroalimentare italiano tra nuove sfide e nuove opportunità” organizzata da Agrocepi Nazionale.
Alla base di un unico e grande settore dell’agroalimentare ci sarebbero sia i produttori che i trasformatori, ma anche i confezionatori, gli operatori della logistica e i distributori.
“Dopo il periodo di emergenza che il Coronavirus ha imposto, sarà necessario costruire nuove prospettive nel processo delle filiere – è intervenuto Corrado Martinangelo, presidente nazionale Agrocepi (foto in apertura) – per questo andrà rinnovato anche il quadro normativo perché all’interno della filiera lavorano tanto il produttore quanto le altre figure necessarie affinché il cibo arrivi sulle tavole. Senza aggregazione e filiera, l’agroalimentare non ha speranze”.

Il presidente ha sottolineato l’importanza dei fondi provenienti dal Recovery Fund e dalla Pac per la ripartenza del settore ed ha inoltre esortato alla costruzione di un Patto del tricolore. “Chiediamo a tutte le forze politiche di stringersi intorno a questo patto per poter offrire alle imprese italiane certezze, stabilità e nuovi progetti. Solo così può partire il progetto di una nuova grande filiera. Se il settore ha affrontato abbastanza bene l’emergenza, ora la vera sfida è vincere in futuro”.
Tra le altre misure necessarie per far ripartire il settore, secondo Martinangelo anche l’adozione di incentivi fiscali per il made in Italy e il riequilibrio della competitività delle imprese italiane per l’export. Tra le iniziative di Agrocepi anche il lancio dell’hashtag #tivogliamobeneitalia, un’esortazione a lavorare insieme per il bene del Paese ed ottenere maggiore coesione. Infine Martinangelo ha voluto ricordare il progetto “Il paniere agroalimentare certificato in blockchain” e il progetto di e-commerce “Mercato elettronico Agroalimentare” rivolto anche al mondo dell’Horeca con Poste italiane.


Filippo Gallinella

Concorde con la visione di Agrocepi anche Filippo Gallinella, commissione Agricoltura Camera dei deputati, che sostiene la necessità di lavorare per una maggiore aggregazione della filiera. “Dobbiamo rafforzare le capacità produttive e le strutture – ha detto – oltre a pensare a come distribuire e stoccare prodotto; queste azioni contribuirebbero a dare più stabilità al paese. Ricordiamoci che se non si fa squadra, non si va da nessuna parte”.
Gallinella ha sottolineato anche l’importanza di puntare su tecnologia e sul passaggio generazionale, step richiesti anche dai consumatori: “C’è tanta ostilità nel capire nuovi concetti ma oggi il consumatore vuole capire se il cibo che compra ha fatto bene o male all’ambiente o agli animali”, ha detto il parlamentare.

E se il settore è pronto ad innovarsi, durante la conferenza è apparsa anche la proposta di un ministero dedicato, a presentarla Rolando Marciano, presidente nazionale Cepi che ha specificato: “Le nostre aziende hanno bisogno di concretezza e solo con la creazione di un ministero dell’agroalimentare possiamo fornire le giuste risposte. Quello dell’agroalimentare è uno dei settori trainanti dell’economia nazionale ed europea e a gestirlo c’è bisogno di persone preparate, con obiettivi di crescita e sostenibilità”.


Maurizio Martina

Tra coloro che cercano di individuare le direttrici della filiera anche l’ex ministro Maurizio Martina, intervenuto durante la conferenza presentando il suo libro ‘Cibo sovrano’. “L’Europa può avere un ruolo nuovo sul fronte agricolo – ha sostenuto il deputato – Credo che siamo dentro a un passaggio di fase in cui dobbiamo collocare le nostre scelte nel contesto di riferimento internazionale pieno di incognite: tra quelle positive la nuova amministrazione americana, con cui si spera di aprire un orizzonte cooperativo considerato che gli Usa sono un mercato importante per le nostre produzioni. Tra le incognite negative la Brexit, appesa a un filo tra accordo e non accordo; speriamo si arrivi a un’intesa”.
“Il tema di fondo – ha concluso – è capire che intorno alle partite agricole ci giochiamo una sfida di potere geopolitico, legato alla nostra forza commerciale e alla capacità di rimodellare lo sviluppo territoriale. In questo senso, vanno costruite linee di filiera più coerenti, l’offerta dev’essere aggregata in modo da reggere agli urti, dobbiamo investire su logistica e qualità, oltre a lavorare sui prezzi in modo diverso”.

Alla conferenza ha preso la parola anche Cristiano Detratti, direttore generale di Ortoromi, che ha ribadito la richiesta alle istituzioni affinché vengano mantenuti gli impegni sulle pratiche sleali. “Solo con questa certezza, il settore può essere libero di impegnarsi su investimenti ed iniziative che creano valore”, ha detto.


Teresa Bellanova

A chiudere la conferenza è stato l’intervento video di Teresa Bellanova, ministro delle politiche agricole, che ha sottolineato l’importanza della coesione del settore per raggiungere tutte le principali sfide del futuro: “In quest’anno difficile abbiamo imparato l’importanza del settore agroalimentare, che garantisce cibo a tutti e l’interdipendenza fondamentale di tutti gli anelli della filiera. Con la resilienza, la forza e la determinazione di tutti gli operatori del settore si sono ottenuti risultati importanti e mai come in questi mesi è chiara l’interdipendenza tra la filiera agroalimentare e l’interesse nazionale. Ora, con il piano nazionale di ripresa e resilienza, la Pac e la legge di bilancio 2021 abbiamo l’occasione di ridisegnare il futuro del settore, in cui le parole rilevanti devono essere investimenti, infrastrutture, sostenibilità e tutela del lavoro. La nostra è una filiera strategica non solo per quanto incide su prodotto interno lordo ma anche per le sue potenzialità espansive e per l’attrazione che esercita nei confronti delle nuove generazioni. Unica condizione ineludibile: il futuro non è in mano a una sola persona ma deve essere costruito da tutto il settore”.

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