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lunedì 21 dicembre 2020


Chioggia, prima edizione del premio «Radicio de Vero»

Si è tenuta nei giorni scorsi presso la sala convegni dell’Ortomercato di Chioggia la prima edizione del Radicio de Vero, ossia il premio istituito dal consorzio di tutela del radicchio di Chioggia Igp per riaffermare l’originalità di questo pregiato ortaggio, nel panorama dell’orticoltura regionale e nazionale, e allo tesso tempo premiare l’impegno e la costanza di uomini e donne che con il proprio lavoro hanno contribuito a far conoscere e valorizzare Chioggia e il suo territorio.

“In Veneto – ha spiegato il presidente del consorzio di tutela del radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo - si produce più di metà del radicchio di tutta Italia ed il radicchio di Chioggia è primo per superficie coltivata e quantità di produzione, mentre in tutto il mondo si sono diffuse tipologie che lo imitano, ma non lo eguagliano. Unicità e autenticità vere, dunque, sono riassunte dall’oggetto del premio Radicio de Vero, ma anche il lavoro ne fa parte insieme al conseguimento di quella promozione del territorio chioggiotto di cui anche il nostro Radicchio è a tutti gli effetti ambasciatore”. 

E il valore dell’originalità è riassunto anche nel nome del Premio, dove la parola “Vero” sta per autentico, in quanto il vero Radicchio di Chioggia Igp è quello che, oltre a potersi fregiare dei loghi comunitari, ha alle sue spalle un secolo di storia ed è ottenuto da seme autoctono conservato gelosamente e tramandato dalle famiglie degli ortolani che lo coltivano secondo uno specifico disciplinare nel territorio di 10 comuni, delle provincie di Venezia, Padova e Rovigo. Ma de vero è anche il materiale con il quale è realizzato il premio. Un’eccellente opera d’arte che il Consorzio ha fatto realizzare dalla storica fornace Linea Valentina di Murano, proprio perché non poteva essere che un altro caratteristico storico mestiere artigianale della Laguna Veneta, riconosciuto in tutto il mondo, a realizzare un’opera preziosa per premiare l’impegno di coloro che, con il loro lavoro, si sono fatti portavoce della bellezza, della cultura, della ricchezza della città di Chioggia e del suo territorio.  
 
La scelta dei premiati è stata affidata ad una commissione formata dallo stesso presidente del consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo, dall’assessore all’agricoltura del comune di Chioggia, Daniele Stecco, dal presidente della Pro Loco di Chioggia e Sottomarina, Marco Donadi, e dal responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio di tutela, Umberto Tiozzo. 

Per la categoria Cultura, il premio Radicio de Vero è stato assegnato a Pierluca Donin, direttore di Arteven, il circuito teatrale del Veneto, e presidente dei 14 circuiti italiani, per essere il regista delle “Baruffe in Calle”: lo spettacolo itinerante, che ha compiuto 24 anni, il cui allestimento richiede la collaborazione di musicisti, comparse, barche storiche e soprattutto il coinvolgimento di Chioggia come scenografia naturale della commedia di Carlo Goldoni.


Il premio Radicio de Vero assegnato a Pierluca Donin, Cesare Bellò e Franco Cerilli 

“Per me – ha commentato Donin - è un grande privilegio ricevere un premio, il 'Radicio de Vero', che rappresenta uno dei simboli gastronomici della mia terra. Come nelle Baruffe, nel Radicchio di Chioggia Igp, è sedimentata l’immagine della città, il suo passato, ma anche il suo presente e le Baruffe sono anche una rappresentazione culturale della tavola chioggiotta. Lo spettacolo finisce con un grande banchetto attorno al quale le famiglie dei pescatori si ripacificano. Quindi c’è un rapporto molto stretto tra il lavoro che stiamo portando avanti con il tetro, appena il Covid ci permetterà di tornare a calcare le scene, e l’impegno del consorzio, ossia la tutela dell’immagine e della cultura di questa terra. E’ una responsabilità importante, ma della quale andiamo fieri”.  

Per la categoria Economia: il premio Radicio de Vero è andato a Cesare Bellò, in qualità di vero esperto del settore ortofrutticolo. Ex direttore di Opo Veneto, vicepresidente del Cso Italia, Centro servizi ortofrutticoli, è di fatto “l’Uomo del Radicchio”, come gli è stato recentemente riconosciuto al Macfrut di Rimini. Un uomo che si è speso molto per i radicchi veneti e molto ha fatto anche per il Chioggia Igp.    
“E’ sì, la mia è stata una vita spesa per il radicchio – ha commentato Bellò – e oggi vedermi premiato con il 'Raricio de Vero' da un significato a questo lavoro che ho portato avanti per tanti anni. Un lavoro che indubbiamente ha dato i suoi frutti: i radicchi sono stati la prima verdura ad essere chiamata per nome in Europa. Chioggia, Verona, Treviso, Castelfranco sono nomi geografici che oggi designano anche eccellenze del territorio veneto. Questa è la strada giusta perché il consumatore moderno non si accontenta più di indicazioni generiche, vuole conoscere l’origine e la provenienza di ciò che porta in tavola. Come per il vino si è passati dal sommario 'vino da tavola' alla richiesta di etichette espressione dei territori, la stessa cosa deve continuare ad accadere per le produzioni orticole. La Comunità Europea ci affianca in questo, e le politiche europee non sono altro che i ‘desiderata’ dei consumatori europei, basta saperle interpretare e avremo un mercato. E sono convinto che questa situazione creata dal Covid non sia in tutto un male per il nostro settore: questa pandemia ci ha insegnato ad usare più tecnologia, penso al web come strumento capace di mettere in contatto tutto il mondo. E quindi, grazie a questo, anche la produzione locale può assumere una rilevanza internazionale”.  

Per la categoria Sport, il nome prescelto è stato quello di Franco Cerilli, riferimento importante nel mondo del calcio chioggiotto e non solo, grazie ad una carriera calcistica importante, costruita tra gli anni ’70 e ’80, indossando le maglie dell’Inter e del Lanerossi Vicenza, vivendo, con quest’ultima, la straordinaria annata del cosiddetto Real Vicenza, nel ‘78, segnata dallo storico secondo posto in serie A insieme a Palo Rossi, scomparso in questi giorni. E proprio la vicinanza e l’amicizia di Cerilli con l’eroe del Mundial ’82, e il conseguente lutto, è stato il motivo per il quale l’ex calciatore chioggiotto non ha potuto presenziare alla cerimonia di premiazione. 

“Questo premio – ha concluso il presidente Giuseppe Boscolo Palo – rappresenta la volontà del Consorzio di non fermarsi neanche in questo momento dominato dalle paure create dal Covid-19. E’, anzi, rappresenta un modo per reagire e continuare con il nostro impegno di promozione di questo straordinario prodotto della terra chioggiotta. Di continuare ad aggiungere pagine importanti a questa storia che ha quasi raggiunto la soglia dei 100 anni e che ancora deve andare avanti. Siamo convinti che ‘il prodotto promuove il territorio’ e questo territorio, lo abbiamo visto coinvolgendo gli altri storici mestieri della laguna, è una fucina di creatività, oltre ad essere una terra fertile nella quale l’orticoltura rappresenta un posto di eccellenza per le buone pratiche agricole e ambientali che continuano ad essere il faro di questa produzione. E’ questa la terra che vogliamo far conoscere e sempre più valorizzare”.  


(Foto in apertura: da sinistra il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp Giuseppe Boscolo Palo, l’ex direttore di Opo Veneto e vicepresidente del Cso Italia Cesare Bellò e il presidente di Opo Veneto Adriano Daminato)

Fonte: Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia Igp


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