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martedì 9 marzo 2021


E l'offerta low cost diventa "routine"

"Fragole infinite" cantava negli anni Ottanta Alberto Fortis. E infinite, a dispetto dei volumi presenti sul mercato, sembrano anche le offerte che Eurospin riserva a uno dei frutti primaverili per antonomasia, proposti una prima volta a 1,29 euro per vaschetta da 500 grammi nell'ultimo weekend di febbraio e poi, ancora, allo stesso prezzo - in linea o addirittura inferiore a quello pagato in campo e all'ingrosso - da ieri fino a domenica 14 marzo. Questa volta senza clamori, senza promo nè lanci "gridati" sui volantini e nemmeno nei punti vendita, dove la "(s)vendita" avviene sottotono e i riflettori finiscono su altre referenze ortofrutticole.



Ce ne siamo resi conto visitando un punto vendita della provincia di Verona attorno alle 13 di ieri: impossibile non vedere le fragole in offerta, collocate proprio all'ingresso del punto vendita, ma la scena è quasi rubata dai vicini meloni bianchi e ananas, per i quali la "scritta" offerta è più grande e visibile. A una manciata di ore dall'apertura, la disponibilità dei rossi frutti low cost è ancora discreta, anche se bisognerà vedere nel lungo periodo. Perché questa volta l'offerta è lunga una settimana e vivrà il rush finale nel weekend. Il packaging, essenziale, si concede quale unico vezzo alcune bandierine tricolore, stampate per comunicare l'italianità del prodotto. 

L'offerta a volantino, dove non compaiono riferimenti a sconti o a "sottocosto". Nel punto vendita, invece (in alto) viene indicato un sconto del 57% sul prezzo pieno, quantificato in 2,99 euro per vaschetta, poco meno di 6 euro il chilo.

La varietà è Melissa, la categoria prima, il calibro indicato 22. Nessun riferimento a eventuali sottocostolimiti all'acquisto: il messaggio che arriva al consumatore è quello di una vendita sostanzialmente ordinaria, un'offerta tra le tante del discounter, a un prezzo però diverso da quello che si forma sul mercato in queste settimane. Lo testimonia anche la nostra ricerca dalla quale emerge che oltre un terzo degli acquirenti ritiene “giusto” pagare le fragole, in questo periodo in cui sono quasi primizie, a 2,58 euro il chilo.



Una quotazione che non viene percepita come bassa e penalizzante per i produttori. Ma che, fermo restando il diritto di perseguire politiche commerciali aggressive, fa a cazzotti con la realtà. E non giova al settore ortofrutticolo.

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