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mercoledì 10 marzo 2021


«Siamo cresciuti con tecnologia, mezzi e tracciabilità»

Una produzione estesa su 250 ettari nella piana del Fucino e specializzata in spinaci e ortaggi, un vasto pubblico di riferimento e l’utilizzo di mezzi e tecnologie all’avanguardia. Sono i fattori di crescita che hanno permesso alla giovane azienda Fratelli Ripaldi di imporsi sul mercato nazionale e internazionale.

Ad Avezzano, dove sorge l’azienda, la produzione di ortaggi avviene interamente a campo aperto nel periodo da aprile a inizio novembre. “Il nostro core business è quello degli spinaci – spiegano Fabrizio Ripaldi, titolare dell’azienda insieme al fratello Mario, e il responsabile amministrativo Riccardo Cigno - a cui si affiancano anche diversi ortaggi, come cavolfiore, cavolo verza, finocchi e patate”.
Diversi i canali di commercializzazione dei prodotti: la maggior parte è destinata alle industrie di trasformazione italiane per quarta, quinta gamma e surgelati oppure alla vendita del fresco. Dallo scorso anno l’azienda esporta una parte dei suoi prodotti in Europa, principalmente in Spagna, Inghilterra, Germania, Paesi Baltici e Olanda.


La raccolta degli spinaci

La raccolta per terza e quarta gamma è interamente meccanica, tranne quella degli spinaci a cespi destinati ai mercati nazionali che sono raccolti a mano. “Stiamo lavorando anche nell’ottica di ampliare l’offerta con un e-commerce - sottolineano Ripaldi e Cigno - per raggiungere i clienti finali anche se il nostro focus rimane sulle industrie di trasformazione e sul mercato del fresco. Inoltre stiamo ragionando su un prodotto lavorato internamente all’azienda: per questo entro cinque mesi amplieremo l’azienda con un impianto da 1500 metri dedicato alla lavorazione degli ortaggi”.


Una coltivazione di indivia riccia

Relativamente all’andamento commerciale della campagna commentano: “L’anno passato la campagna è stata fortemente condizionata dall’epidemia del Coronavirus: all’inizio le vendite per quarta gamma erano basse e i mercati fatturavano poco, nel periodo tra agosto e ottobre abbiamo poi avuto un recupero delle vendite. I mercati all’ingrosso hanno fatto dei bei numeri e c’è stata un’impennata dei prezzi e dei consumi degli ortaggi a foglia. In generale la nostra azienda ha avuto un riscontro positivo sui mercati anche perché siamo un’azienda nuova ed emergente, i nostri fatturati si sono chiusi in positivo. Ora con il nuovo lockdown siamo bloccati: se l’anno scorso non abbiamo avuto grosse disdette, quest’anno abbiamo più problemi nella programmazione. L’epidemia porta grande incertezza e i consumatori sono sulla difensiva”.


Il trapianto dei finocchi

Rispetto allo scorso anno, l’azienda ha ampliato del 10% le sue superfici in modo da garantire maggiore disponibilità di prodotto. “Nella produzione estiva riusciamo ad effettuare due raccolti nello stesso campo – specificano il titolare e l’amministrativo  – inoltre abbiamo investito in macchine per lavorazione del terreno. Quest’anno puntiamo a rafforzare la nostra struttura e ad uscire indenni dal clima di instabilità, il nuovo stabilimento potrà esserci di aiuto per l’apertura di ulteriori sbocchi commerciali mentre i social (clicca qui per visualizzare la pagina Instagramaiutano la presentazione dell’azienda anche all’estero”.



Grande importanza è rivestita anche dall’utilizzo delle nuove tecnologie che garantiscono una maggiore tracciabilità dei prodotti, oltre ad risparmio idrico ed economico. “Da quest’anno – concludono - adopereremo un sistema di tracciamento sviluppato internamente in azienda che, tramite la scansione di un QR code, consentirà al cliente di poter geolocalizzare il campo e tracciare il prodotto dalla semina alla raccolta. Per ottimizzare le irrigazioni invece ci avvaliamo del supporto di immagini satellitari dei nostri campi, le quali ci aiutano a prendere decisioni tempestive e mirate sulle nostre colture”.

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