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mercoledì 7 aprile 2021


«Pomodori: prezzi troppo instabili, cambiano ogni giorno»

La concorrenza estera rimane tra i principali fattori di svalutazione del prodotto italiano, soprattutto nel caso dei pomodori. Lo sostiene Luca Di Bona che, insieme al padre Salvatore, si occupa dell’omonima azienda di Vittoria (Ragusa).
Estesa su una superficie di 5 ettari, Di Bona produce in serra diverse tipologie di pomodoro come piccadilly e datterino ma anche zucchine bianche e scure, lamponi e a breve anche meloni e cocomeri gialli in campo aperto.



“C’è troppa concorrenza dall’estero e i nostri pomodori sono eccessivamente svalutati – dice a Italiafruit News il produttore – i prezzi cambiano di giorno in giorno: oggi li vendiamo a 1,20 euro al chilo, domani salgono a 2 euro, per poi scendere di nuovo il giorno successivo”.
E continua: “In generale da adesso fino alla nuova stagione i prezzi tenderanno a scendere e questo è un grosso problema per il made in Italy che ci mette la faccia ogni giorno con prodotti sempre freschi e controllati: il nostro Paese può davvero farsi vanto delle sue produzioni”.

L’azienda agricola Di Bona commercializza i suoi prodotti nei mercati all’ingrosso di tutta Italia e per il futuro vorrebbe spostarsi sul commercio al dettaglio e direttamente ai consumatori con il porta a porta“Tra un mese iniziamo la nostra prima esperienza di franchising tramite un’app che si occupa di distribuzione nel comune di Vittoria, una sorta di servizio delivery” dice Luca di Bona.



E aggiunge: “Nei mercati spesso la materia prima passa da troppe mani e anche per questi motivi i prezzi vengono ‘pompati’. Se la merce passasse subito da noi produttori alle botteghe o direttamente ai consumatori sarebbe tutta un’altra storia: il prodotto sarebbe maneggiato solo da poche persone per arrivare sulle tavole più fresco, di qualità e con prezzi più bassi. Per questi motivi cerchiamo un contatto diretto con i clienti attraverso il porta a porta. Per il futuro ci piacerebbe iniziare la trasformazione dei nostri prodotti come conserve e salse di pomodoro e collaborare anche con i supermercati”.



L’azienda rientra tra quelle colpite da ToBRFV. “Ogni anno c’è qualche nuova malattia – commentano – con il virus alcune piante sono morte, altre hanno subito un calo di produzione. E’ stata colpita una grossa fetta della nostra produzione, fortunatamente non tutta. Per combattere la malattia, attraverso attenti studi cerchiamo di apportare sempre alle piante i giusti nutrienti, in modo che possano crescere sane”.

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