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lunedì 12 aprile 2021


«Pomodori e peperoni, mai visti questi prezzi»

Pomodori e peperoni sono gli ortaggi che più di altri negli ultimi giorni spiccano sui mercati per le loro quotazioni. “Con il pomodoro a grappolo il prezzo di produzione ha superato 1,50 euro al chilo, per i peperoni siamo oltre i 3 euro” spiega a Italiafruit News Daniele Calabrese, socio e direttore vendite e acquisti di Vittoria Colonna, azienda ragusana specializzata nella produzione di ortaggi, che commercializza per la maggior parte con la Gdo italiana.



Diverse le varietà di pomodoro prodotte da Vittoria Colonna - datterino, grappolo, mini plum, ciliegino, verdi, insalatari, insalatari arricciati – anche se il ToBRFV ha rovinato i piani, causando perdite produttive fino al 50%. “Lo scorso anno abbiamo registrato i primi casi – racconta Calabrese – e quest’anno la diffusione del virus è aumentata. Si manifesta solo quando le piante sono ormai adulte, rendendo il prodotto invendibile. E’ a causa di questa malattia se sui mercati mancano le solite quantità e i prezzi, di conseguenza, si alzano. Come tutti gli anni poi, da fine aprile fino a giugno arriverà il prodotto olandese che provocherà un abbassamento delle quotazioni; in ogni caso abbiamo avuto un’annata discreta”. 



Prezzi top anche per i peperoni, che alla produzione superano facilmente i 3 euro al chilogrammo. In questo caso – secondo il direttore vendite – ha contato tantissimo il rapporto diretto con la Spagna: “Se la Spagna aumenta i prezzi, allora lo facciamo anche noi. Inoltre il peperone spagnolo arriva in tutta Europa e quest’anno gli è mancato un po’ di prodotto, per questo i nostri prezzi sono ‘schizzati’, non li abbiamo mai visti così in dieci anni”.



Relativamente al resto degli ortaggi, fra alti e bassi, la media prezzi “rispetta quelle degli altri anni”, dice Calabrese. Un caso a parte è rappresentato dalla famiglia delle melanzane che, seguendo il trend spagnolo, “per qualche settimana hanno superato i 2-2,50 euro al chilo alla produzione, cosa che non succedeva da anni”, sottolineano dall’azienda.



Vittoria Colonna lavora principalmente con la Gdo italiana, mentre il 10% del suo fatturato deriva dal commercio con l’estero, soprattutto con Inghilterra, Austria, Germania e Ungheria.
“Abbiamo scelto di collaborare con la Gdo perché è in grado di offrirci maggiore sicurezza economica, soprattutto negli ultimi anni – precisa Calabrese – anche se in generale non esistono insegne che pagano prima dei 45 giorni. Per noi che collaboriamo con la Gdo, il lockdown ha rappresentato una marcia in più: con i mercati rionali e i ristoranti chiusi la gente è stata quasi obbligata ad acquistare nei supermercati, soprattutto in quelli più piccoli. Durante la prima ondata di pandemia abbiamo registrato incrementi del 30-40% nelle vendite, ora siamo tornati alla normalità.



L’azienda non ha mai smesso di puntare sul packaging sostenibile. “Rappresenta il futuro del nostro settore, non potevamo non investire in questo senso – dice il direttore vendite – soprattutto ora che il confezionato sta conoscendo un vero e proprio boom considerato che gli alimenti non si possono quasi più toccare. Per i nostri prodotti, stiamo abbandonando le confezioni in plastica in favore di vassoi e vaschette in cartone: anche l’estetica rappresenta un fattore rilevante e stiamo lavorando molto con i colori, oltre a riportare sempre il nostro brand e qualche ricetta nel retro delle confezioni. Nell’arco di qualche anno la plastica scomparirà e le cartiere stanno già portando avanti un ottimo lavoro di ricerca, l’evoluzione passa da qui”.

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