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martedì 20 aprile 2021


«Una nuova progettualità per l'ingrosso»

E' tempo di nuova progettualità, di creare le condizioni per una maggiore e migliore collaborazione tra produzione, centri agroalimentari - chiamati a valorizzare le professionalità e creare un legame tra "strutture" e "infrastrutture" - dettaglio tradizionale e distribuzione organizzata (Do), puntando su hub logisticiaggregazioni di scopo: queste le conclusioni dell'interessante Diretta sulla pagina Facebook di Italiafruit News con Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, Fabio Massimo Pallottini, numero uno di Italmercati, Valentino Di Pisa, leader di Fedagromercati-Confcommercio e Donatella Prampolini, vicepresidente Confcommercio, oltre che coordinatrice di Confali e di Fida Confcommercio. 

Serve un concreto cambio di passo con modelli capaci di fare breccia sul mercato, costruendo insieme strategie di filiera vincenti senza aspettare gli input istituzionali, hanno spiegato i protagonisti della Diretta di ieri mattina arricchita dalla presenza del professor Roberto Della Casa e da numerosi interventi degli spettatori.


Nella foto dall'alto (a partire dal secondo), Pallottini e Giansanti; sotto, da sinistra Della Casa, Di Pisa e Prampolini

"Occorre costruire rapporti di filiera più solidi non solo dal punto di vista commerciale ma anche di politica associativa",  ha esordito Pallottini. "Non per andare contro qualcuno, leggasi grande distribuzione organizzata, ma per garantire un presidio di questo mondo tradizionale che assicura un cibo sano, sicuro e di stagione ai consumatori". Perché "quello che passa dai Centri agroalimentari è il prodotto ortofrutticolo più fresco in assoluto e meglio valorizzato: dal campo alla tavola in poche ore".

Un ruolo essenziale nella supply chain è rappresentato dal commercio di vicinato, che dall'emergenza sanitaria ha tratto linfa vitale per rilanciarsi, soprattutto in occasione del primo lockdown del 2020: "In una fase di grande difficoltà - ha detto Prampolini - i dettaglianti ortofrutticoli hanno dimostrato l'importanza di offrire un buon servizio; sia i negozi di prossimità che i supermercati di quartiere hanno tratto beneficio, con un trend in parte confermato quest'anno anche se non ci sono più giri d'affari in crescita in doppia o tripla cifra percentuale". Il consumatore in ogni caso "ha scelto di confermare la fiducia a chi garantisce qualità prezzi non troppo distanti da quelli della grande distribuzione". 



"Rispetto al 2020 i fatturati sono lievemente calati, ma c'è comunque una crescita del 10%-15% sul 2019", ha detto ancora nel suo primo intervento la presidente di Fida, che ha ricordato "la grande attenzione alla freschezza e alla provenienza" da parte della categoria da lei rappresentata. Anche l'impegno sul fronte della digitalizzazione è lievitato "però c'è da dire che dopo la fase più critica molti consumatori sono tornati volentieri in negozio". La distribuzione organizzata, gestita direttamente da imprenditori, ha aggiunto Prampolini, rappresenta a sua volta, avendo caratteristiche simili, una risposta convincente alle necessità dell'acquirente finale. 

E pure l'ingrosso, è intervenuto Di Pisa, ha mostrato grande capacità di resilienza nei mesi del Covid, sebbene il quadro sia molto variegato: "Chi lavora prevalentemente con l'Horeca ha subito inevitabili contraccolpi e tuttavia, in generale, il nostro comparto si è dimostrato reattivo ed efficiente. Resta il fatto che spesso e volentieri mercati all'ingrosso, negozi specializzati e ambulantato vengono dimenticati dalle istituzioni e non solo". "Auspichiamo una maggiore considerazione e un imprimatur da parte della produzione - ha incalzato Di Pisa - tanto più che quando si vuole valorizzare un prodotto si parte proprio dal mondo dei mercati, dove ci sono i professionisti". 



"Noi grossisti siamo consapevoli di dover cambiare e migliorare senza più stare incollati ai nostri stand e magazzini, portando fuori la nostra esperienza e i servizi", ha ripreso l'esponente Fedagro sottolineando il ruolo della "logistica green" anche per l'ultimo miglio, oltre che del packaging sostenibile. "I Mercati hanno una valenza straordinaria anche per combattere lo spreco alimentare".

A livello internazionale, ha aggiunto Pallottini, che è coordinatore europeo di Wuwm, i mercati del vecchio continente distribuiscono il 50% dell'ortofrutta consumata nei diversi Paesi. "Nelle politiche Ue però i mercati non compaiono, la situazione è drammatica - ha denunciato il presidente di Italmercati - E'arrivato il momento di tradurre il peso economico in peso politico. Nel Recovery Plan va inserita la logistica dell'agroalimentare: il 75%  passa dai mercati all'ingrosso che però non riescono ad ottenere un euro che sia uno della Pac. Dobbiamo batterci con l'obiettivo di avere dignità ed essere inseriti nei grandi programmi economici finanziari europei. Ma serve il sostegno di tutto il sistema-Italia, in linea con quanto avviene in Francia e Spagna". "Mercati all'ingrosso e produttori - ha concluso Pallottini - sono schiacciati: nella filiera, sono quelli con i margini più esigui".

Ingrosso e Dettaglio hanno dalla loro il vantaggio di essere composti da "professionisti di prodotto", ha sottolineato Della Casa; la capacità di dare un prodotto di qualità sta facendo la differenza in un mercato che sarà sempre più caratterizzato da una polarizzazione dei consumi tra chi ha meno soldi e chi - circa 15 milioni di italiani - ne ha come e più di prima perché ha risparmiato in questi mesi di "clausura". Della Casa, ancora, ha puntualizzato come il ruolo di piattaforma logistica dei mercati possa diventare appetibile anche per la grande distribuzione organizzata, "a patto di creare una strategia di largo respiro, creando strutture di valenza internazionale".



Mercati all’ingrosso quali strumenti strategici di politica economica dove tutti gli attori della supply chain (produzione, commercio all’ingrosso, commercio al dettaglio) devono ricavare la propria sostenibilità traendo il giusto riconoscimento economico per lo svolgimento delle rispettive funzioni, per dirla con le parole del Dg di Veronamercato Paolo Merci, il cui intervento è stato letto durante la Diretta.

Nei mercati vincono tutti perché dove c’è libera concorrenza, ci sono servizi efficienti ed efficaci c’è democrazia economica, ma serve anche capacità di aggregazione per ottenere vantaggi in termine di condivisione di know how e di economie di scala, ingredienti che hanno consentito a grande distribuzione e discount di crescere in misura esponenziale, la conclusione di Merci

Ma non ci sono troppe strutture grossiste, in Italia? Pallottini fa una netta distinzione tra Mercati di interesse nazionale e di rilevanza locale, questi ultimi caratterizzati da una funzione diversa. E aggiunge: "Servirebbe un ragionamento sulla governance come si sta facendo in Emilia Romagna dove c'è il progetto di una gestione condivisa. Un sistema di integrazione, almeno a livello di servizi, va fatto".

"Razionalizzare e fare massa critica sono concetti basilari, per questo in Confcommercio abbiamo creato Confali, composta da otto sigle, tra cui Fida e Fedagro", ha concluso Prampolini. "La coesione è fondamentale per far uscire una voce e una posizione mediata, ragionata, credibile e nel contempo serve per orientare gli associati". Partendo dal presupposto che "sostenibilità ambientale e rapporto personale con il consumatore, sono due sfide essenziali, in chiave futura". 


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