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venerdì 7 maggio 2021


Drupacee, la Spagna punta sugli impianti giovani

Il Ministero dell'agricoltura e dell'alimentazione spagnolo ha pubblicato sul proprio sito web un ponderoso studio - basato sui dati estratti dal Registro Generale delle Produzioni Agricole - che analizza la realtà produttiva delle drupacee iberiche. Il report, importante riferimento per le aziende di settore del Paese, evidenzia per il 2020 una crescita delle superfici a macchia di leopardo: +5% per le pesche gialle,  +9% per le ciliegie, +7% per le pesche Paraguay e +15% per le altre pesche piatte. Di contro perdono spazio le produzioni meno redditizie, per un calo complessivo del 4%.

Per tutte le colture, il report ministeriale mette in luce alte percentuali di piantagioni "giovani" con meno di cinque anni: rappresentano il 18% del totale per i ciliegi, il 19% nel caso delle pesche Paraguay e del 38% nelle "platerine". Tenuto conto che queste piantagioni non hanno raggiunto la loro maturità, i dati indicano un potenziale produttivo importante per i prossimi anni. Insomma, altro che ridimensionamento: la Spagna della frutta a nocciolo è destinata a rimanere ancora a lungo un serio competitor dell'Italia.


La ripartizione delle drupacee in Spagna per superfici

Anche se non mancano i tagli: lo studio evidenzia una diminuzione della superficie totale per quelle colture la cui commercializzazione ha sofferto maggiormente nelle ultime stagioni, pur con importanti distinguo. E' il caso delle albicocche, la cui superficie totale è diminuita dell'1% a causa della graduale scomparsa delle zone di produzione delle varietà gialle tradizionali, mentre le varietà arancioni hanno trovato più spazio e rappresentano oggi il 58% degli areali totali piantati.

Per quanto riguarda le pesche, le nuove piantagioni sono indirizzate verso varietà gialle di mezza stagione e tardive, mentre si assiste a una riduzione delle superfici destinate alle precoci. Le pesche con buccia e polpa gialle rappresentano già il 45% della superficie totale piantata, con un tasso di crescita del 5% nell'ultimo anno.



Per le nettarine, invece, lo studio mostra uno spostamento verso varietà gialle, precoci o tardive e una flessione del raccolto di metà stagione, che scende del 16% in un anno. Intanto la produzione di susine, reduce da anni di crescita a un ritmo medio annuo nell'ultimo quinquennio del 7%, diminuisce la sua superficie del 12% in un anno.

Secondo il Ministero dell'agricoltura i risultati di questa analisi descrivono un settore dinamico, che adatta la propria offerta alla domanda di prodotti e varietà, rispondendo ai gusti e alle tendenze dei consumatori dell'Unione Europea, dove il 50% della produzione è destinata alle drupacee spagnole.

Sul fronte commerciale, il report evidenziato che nel 2020 ci sono stati buoni risultati sui mercati esteri: esportazioni in calo del 17% ma prezzi superiori alla media delle ultime campagne. Unico prodotto a soffrire è stata la prugna, a causa della chiusura del mercato brasiliano. Una situazione peraltro già superata dalla riapertura in questo 2021.

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