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mercoledì 12 maggio 2021


Pomodori, la serra tech fa capolino in Dimar

I pomodori coltivati in serra tecnologica hanno trovato terreno fertile nei punti vendita Dimar. La società, che fa parte del Gruppo Selex, ha sviluppato la propria offerta di pomodoro seguendo alcuni driver: prodotto confezionato, brandizzato, qualità costante e nichel free. Lo ha spiegato Giovanni Sansone, responsabile acquisti ortofrutta di Dimar, durante la nostra diretta dedicata alla selezione della qualità del pomodoro (clicca qui per rivederla).



“Abbiamo complessivamente aumentato le referenze proposte, un assortimento cresciuto sul segmento premium – ha spiegato il manager – C'è stata un'evoluzione importante tra i cherry, abbiamo coinvolto quattro aziende produttrici in serra tecnologica, su quattro territori diversi, per avere altrettante linee nichel free. Non so se il tema della serra tech sia giusto raccontarlo al consumatore, ma noi crediamo che lavorare su varietà esclusive, su una qualità continuativa e costante nel tempo, su brand che possano garantire forniture di dodici mesi all'anno con packaging sempre più sostenibili, sia la strada giusta”.



Nei reparti ortofrutta delle insegne di Dimar si possono così trovare i pomodori prodotti nei moderni impianti serricoli dell'Orticoltura Gandini Antonio (Mantova), di Fri-El Greenhouse (Ferrara), Sfera Agricola (Grosseto) e Fratelli La Pietra (Bari): da Nord a Sud quattro imprese che hanno investito in impianti innovativi. Le loro produzioni nichel free “hanno trovato terreno fertile nei nostri punti vendita – ha ribadito Sansone – Quando siamo partiti con il nichel free, lo ammetto, ero scettico. Mi sembrava di evidenziare un'intolleranza del consumatore, ma mi sbagliavo: abbiamo intensificato la proposta con assortimenti molto profondi e incrementato le vendite”.



Davanti a una garanzia di qualità premium il tema del prezzo non è un fattore decisivo. “Se un prodotto è brandizzato, frutto di varietà esclusive e ha un posizionamento premium c'è disponibilità a impostare prezzi campagna su base annuale – ha rilevato il responsabile acquisti ortofrutta di Dimar – Anche perché questo è l'unico modo per fidelizzare il consumatore: l'obiettivo è che il cliente prenda il pomodoro e lo metta nel carrello senza più guardare se l'imballaggio è trasparente e cosa c'è dentro, perché è fidelizzato rispetto al marchio e sa già cosa troverà nella confezione. Abbiamo seguito questo percorso con un brand storico dell'ortofrutta italiana che ci fornisce dodici mesi l'anno diverse referenze, tra cui i pomodori, e le vendite procedono senza problemi. C'è molto fermento nel comparto pomodoro, un comparto in rapida evoluzione: ben vengano tecnologie ed aziende strutturate capaci di portare avanti programmi. Negli ultimi anni è cambiato l'approccio del fornitore alla categorie, con selezione sempre più orientate alla qualità. Venendo ai consumi, notiamo un aumento dei cherry a scapito dei pomodori da mensa; continua il processo di snackizzazione, come detto cresce l'interesse verso il nichel free e – conclude Giovanni Sansone – ciò che fa la differenza è la fedeltà su brand riconosciuti proposti con continuità”.

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