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giovedì 20 maggio 2021


La sinergia vincente tra biostimolanti e microrganismi

Negli ultimi anni, insieme alle richieste del mercato agricolo, anche le difficoltà riscontrate dai produttori sono mutate. Gli effetti del cambiamento climatico, il progressivo impoverimento dei suoli e la crescente aggressività di patogeni e parassiti, sono avversità per certi aspetti nuove, che rendono assai difficile il raggiungimento di quegli standard produttivi e qualitativi tanto desiderati dalla grande distribuzione e dai consumatori. L’intero comparto ortofrutticolo è scosso da un forte bisogno di rinnovare le tecniche colturali ed è alla ricerca di soluzioni nuove per produrre di più e meglio, in maniera sostenibile. A queste esigenze cerca di rispondere Biolchim, punto di riferimento nel settore dei biostimolanti, che oggi si affaccia anche al mondo dei microrganismi con l'approccio scientifico che caratterizza la sua attività.

La ricerca come asset vincente



“In Biolchim il processo di ricerca ed innovazione segue le maglie di una fitta rete, - spiega Antonio Di Nardo, direttore commerciale Biolchim - che coinvolge una pluralità di soggetti internazionali, quali Università, Centri di Ricerca, Laboratori, Centri di Saggio, ricercatori, partner commerciali, consulenti, agricoltori, fornitori. Il Progetto WIN, acronimo di Worldwide Innovation Network, è una grande piattaforma di ricerca, nata con lo scopo di generare e trasferire in campo nuove conoscenze scientifiche acquisite nell’ambito della biologia e della nutrizione vegetale. Grazie a WIN Biolchim è in grado di fare studi e sperimentazioni approfondite per sviluppare successivamente soluzioni concrete e realmente all’avanguardia. Lo sviluppo dei prodotti secondo questi criteri è possibile grazie alla disponibilità all’interno del gruppo di una serie di tecnologie ed impianti per la ricerca e lo screening mirato.”


Lo studio e l'apertura al segmento dei microbials



“Nell’ambito del progetto WIN, Biolchim ha avviato il progetto rizosfera - continua Di Nardo - Si tratta di una branca primaria della nostra Ricerca & Sviluppo, che studia problematiche quali la stanchezza del terreno, lo stress idrico, la crescita ed efficienza radicale, gli effetti di parassiti e patogeni tellurici, nonché la moria del kiwi: avversità complesse, di origine multifattoriale, per le quali le strategie convenzionali non hanno dato soluzioni pienamente soddisfacenti. Per superare queste problematiche, Biolchim ha scelto di puntare sulla resilienza radicale, ossia sulla capacità della radice di superare i fattori di criticità o convivere con essi. Gli studi scientifici hanno evidenziato come il microbioma radicale, ossia la popolazione di microrganismi che abita la rizosfera, sia in grado di proteggere la radice dalle avversità del suolo e favore lo sviluppo della pianta anche in condizioni ostili. Su queste basi nascono le strategie innovative di Biolchim, ammesse anche in agricoltura biologica, che sfruttano la sinergia unica e vincente tra Biostimolanti e prodotti a base di microrganismi”.


L’uso di prebiotici e probiotici in agricoltura



“In un contesto agricolo caratterizzato da pesanti cambiamenti climatici e frequenti stress abiotici, – aggiunge Vincenzo Michele Sellitto, project leader Biolchim e massimo esperto riguardo l’uso dei microrganismi in agricoltura) – il microbioma, cioè l’essenza stessa della vita nel Suolo, è la risorsa più importante per migliorare proprio lo stato di salute delle nostre colture e salvaguardare la salute umana. La grande innovazione nasce dall’equilibrato utilizzo in combinazione di Biostimolanti e Biopreparati a Base di Microrganismi, questo ci consente di gestire bene la resilienza radicale e aumentare la resistenza delle piante nei confronti delle avversità ambientali. Questo approccio innovativo ci permette di sostituire le strategie a più elevato impatto ecologico, migliorando la qualità dell’ortofrutta e riducendo allo stesso tempo il profilo residuale. Grazie alle conoscenze acquisite nell’ambito del progetto rizosfera, Biolchim ha declinato per la prima volta in agricoltura il concetto di prebiotico e probiotico. I prebiotici sono miscele di sostanze nutritive che favoriscono la crescita del rizobioma e dei microrganismi associati. I probiotici sono inoculi di microrganismi benefici, selezionati per singoli ceppi o in consorzi, capaci di instaurare un rapporto di reciproco vantaggio con la pianta (mutualismo). L’azione sinergica del prebiotico e del probiotico sulla pianta, migliora lo sviluppo e le funzionalità dell’apparato radicale, aumenta la disponibilità di nutrienti nella rizosfera ed innalza le resistenze della pianta nei confronti degli stress ambientali (resilienza)”.

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