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venerdì 4 giugno 2021


Ortaggi, prezzi insoddisfacenti da Nord a Sud

Il prodotto c'è, la qualità è buona ma le vendite languono. E i prezzi non danno soddisfazione ai produttori. Il tonfo dei listini degli ortaggi non riguarda solo la fascia trasformata della Sicilia orientale: coinvolge un po' tutte le principali aree produttive del Paese. Lo conferma il Report Ismea relativo all'ultima settimana di maggio in cui si legge che "al graduale incremento delle disponibilità è corrisposta una fisiologica flessione dei prezzi all'origine per la maggior parte delle referenze". 

Trend negativo per gli ortaggi a foglia: male la lattuga, a fronte di una disponibilità in costante aumento che ha abbattuto i prezzi medi. Solo per lattuga di origine siciliana, sia per la tipologia romana che iceberg, si è osservato una stabilità dei listini in virtù di una offerta in equilibrio con la richiesta. Non benissimo il radicchio primaverile, con listini in flessione a fronte di quantitativi in forte incremento. Ancora una settimana all'insegna della stabilità delle quotazioni per l'indivia laziale, mentre per gli spinaci le ultime partite sono state commercializzate sulla base di prezzi cedenti. 




Per i pomodori l'ultima settimana di maggio è stata caratterizzata dall'inizio della campagna del ciliegino sulla piazza di Latina: le quotazioni di esordio si sono posizionate su un valore leggermente inferiore a quello dello scorso anno. Si sono intensificate nell'areale leccese le operazioni di raccolta, con offerta in incremento e prezzi che, escludendo il lungo verde, hanno mostrato una fisiologica flessione per le aumentate disponibilità. Stabili i listini per il tondo liscio di provenienza sarda. Per le produzioni in coltura protetta sono state rilevate le prime contrattazioni per il tondo liscio rosso a grappolo di provenienza laziale, con quotazioni di esordio in incremento rispetto al 2020. Stabile, ma poco gratificante, l'andamento del mercato per la merce di origine siciliana sia sotto il profilo degli scambi che delle quotazioni.

Capitolo zucchine: prosegue la raccolta del prodotto in pieno campo, con il graduale incremento dell'offerta a determinare un fisiologico assestamento al ribasso dei listini in tutte le piazze monitorate. La richiesta da parte del mercato è tuttavia definita soddisfacente grazie anche al buon livello qualitativo presentato dal prodotto. Solo nel salernitano un generale equilibrio tra domanda ed offerta ha permesso alle quotazioni di attestarsi sugli stessi valori della precedente ottava. Per la merce in serra il mercato ha ricalcato lo stesso andamento della scorsa settimana con quotazioni che solamente per le romanesche hanno ulteriormente teso al ribasso a fronte dei maggiori quantitativi esitati.



Continua la raccolta delle melanzane negli areali pugliesi e calabresi con quantitativi disponibili per il mercato in graduale incremento. La merce, che nel complesso ha continuato a presentare uno standard qualitativo apprezzabile, è stata venduta sulla base di quotazioni stabili, eccezion fatta per il territorio leccese, dove hanno palesato una flessione a fronte di una richiesta non adeguata alle quantità offerte. Non sono state osservate grosse variazioni per le produzioni in serra - evidenzia Ismea - il cui collocamento è proseguito in un clima di sostanziale stabilità sia in termini di volumi scambiati che di quotazioni. Spicca però la flessione registrata per la tipologia ovale di provenienza laziale. Motivo, anche in questo caso, i maggiori quantitativi immessi sul mercato.

Per i peperoni in serra siciliani maggio ha chiuso all'insegna della stabilità: l'offerta, in linea con la richiesta, ha permesso alle quotazioni di posizionarsi sugli stessi livelli della settimana precedente.

Andamento eterogeneo per i fagiolini boby primaverili: prezzi in calo nel napoletano dove al graduale incremento dell'offerta sui mercati è corrisposta una domanda non particolarmente interessata. Di contro, sulla piazza di Salerno, sottolinea Ismea, l'immissione sui mercati di merce dalle caratteristiche qualitative più apprezzabili ha favorito gli scambi con quotazioni che hanno teso al rialzo. Stabili infine i listini per il prodotto laziale e per la merce in serra di provenienza siciliana a fronte di disponibilità in linea con le quantità offerte.



In calo le quotazioni all'origine per l'asparago proveniente dagli areali pugliesi e napoletani dove l'offerta ha continuato a riscuotere scarso interesse da parte della domanda. Sulle piazze del nord Italia, invece, i prezzi degli asparagi verdi sono risultati stabili a fronte di una richiesta regolare e in linea con le quantità offerte; solo nel veronese i prezzi hanno mostrato una flessione legata a maggiori disponibilità.

Ancora, l'ultima settimana di maggio ha visto un calo delle quotazioni del finocchio Tardivo di origine veneta a fronte delle minori richieste pervenute. Si è confermato stabile invece il mercato sulle altre piazze, dove la limitata offerta esitata è risultata in linea con le richieste ed i listini si sono attestati sugli stessi valori della precedente ottava. Battute finali per la campagna dei carciofi, con quote marginali di romanesco napoletano: stabili le quotazioni.

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