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martedì 6 luglio 2021


Cimice asiatica, presenza crescente e preoccupante

C'è preoccupazione in Emilia-Romagna per lo sviluppo delle popolazioni di cimice asiatica che hanno già provocato i primi danni su pero, melo, pesco e kiwi. "Ora ci troviamo nel momento della piena nascita delle uova di prima generazione. Rispetto ad altre annate, la fuoriuscita delle neanidi è probabilmente posticipata di qualche settimana", precisa a Italiafruit News Luigi Bosi, produttore e presidente dei Giovani di Confagricoltura (Anga) Ravenna

"Nel nostro territorio, le ovature si stanno trovando su tutte le specie frutticole, dal pero al pesco al kiwi. Ma l'insetto ha deposto anche su svariate specie di ortaggi. La popolazione adulta c’è e si vede bene. Tanto che negli impianti di pero e pesco si stanno già riscontrando i primi frutti deformati, specie nelle parti perimetrali degli appezzamenti. Ho ricevuto inoltre qualche segnalazione di kiwi a polpa gialla già a terra. Nulla di catastrofico, per ora, ma il problema c’è”.

Valutando la situazione su diversi anni, Bosi ha il sentore che la presenza della cimice asiatica nell’areale del Ravennate sia notevolmente maggiore rispetto alla campagna 2020 ma inferiore rispetto al catastrofico 2019. “L’anno scorso, una parte della popolazione svernante era morta a causa del ritorno di freddo primaverile. Quest’anno, invece, è probabile che la generazione svernante non fosse ancora uscita dai propri rifugi quando si sono verificate le gelate”.



Un altro motivo che può aver favorito l’insetto è legato alla scarsa produzione di frutta disponibile dopo il gelo. “Avendo gli impianti quasi scarichi da tutto, i frutticoltori sono stati costretti a saltare qualche trattamento per il controllo della cimice asiatica. Così facendo, l’insetto può accomodarsi e conquistare nuovi territori”.

Alcuni danni sulla frutta, come detto, si notano già adesso. Ma prima delle raccolte è impossibile quantificarli. “Valuteremo per bene l’impatto della cimice asiatica verso i primi di agosto, quando raccoglieremo le pere Williams. Da li vedremo quanto dobbiamo preoccuparci”. Per quanto riguarda la maculatura bruna/alternaria, grave patologia del pero, “la presenza della malattia si riscontra anche nel Ravennate - sottolinea Bosi - Per motivi di temperature ed umidità, la situazione da noi non è tragica come nell’areale Ferrarese. Per il futuro siamo comunque molto preoccupati: la limitazione all’uso di determinati prodotti fitosanitari non fa ben sperare i produttori locali”.

“A nome dei giovani produttori che rappresento, mi sento di dire che il comparto frutticolo ha bisogno di un progetto serio sulla frutticoltura – conclude il presidente dei Giovani di Confagricoltura Ravenna – Serve che il Governo avvii un piano di rilancio del nostro settore; altrimenti, come testimoniano i dati sugli espianti dell’Emilia-Romagna (50mila ettari di frutteto persi in 25 anni, ndr), andremo sempre peggio”.

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