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martedì 31 agosto 2021


Come prevedere le rese in orticoltura

Quando l'intelligenza artificiale arriva in campo è possibile prevedere le rese: un aspetto che cambia la gestione dell'impresa ortofrutticola. OPI, il primo sistema di intelligenza agro-climatica sviluppato da Evja - società italiana specializzata nell'agritech - da quest'anno consente di conoscere in anticipo le disponibilità produttive dell'annata, permettendo al colivatore di pianificare al meglio acquisti, stoccaggio e commercializzazione del prodotto. Il sistema trova applicazione n pieno campo, in serra, a livello vivaistico e anche nel vertical farming.

"La novità di quest'anno è il lavoro che conduciamo sulle analisi delle produzioni - spiega a Italiafruit News Davide Parisi, CEO e co-founder di Evja - Parliamo di modelli predittivi di crescita che, a seconda dei dati climatici e microclimatici (sono essenziali) e degli input che inseriamo (varietà, densità di semina, cicli di produzione, tipologia di impianto...) ci dicono quando sarà pronto il raccolto e cosa ci possiamo aspettare".



Il modello predittivo va cucito su misura all'azienda agricola e va calibrato a seconda delle tecniche di coltivazione. "La previsione della rese nelle serre tecnologiche, dove il clima è controllato, è ovviamente più semplice - prosegue l'imprenditore - ma impostando i vari parametri la soluzione è efficace anche nelle serre mediterranee, dove stiamo ottenendo ottimi risultati sulle previsioni del clima sotto serra, sulle raccolte e la loro scalarità".



OPI diventa così uno strumento di business intelligence. "Capisco come si muoverà il mio raccolto e a livello commerciale potrò prendere le relative decisioni - rimarca Parisi - decliniamo in agricoltura un approccio tipicamente industriale, nel settore primario le variabili sono più difficili da monitorare, ma proprio per questo i risultati ottenuti sono ancora più utili. OPI diventa anche uno strumento di gestione del rischio: per noi l'intelligenza artificiale è una necessità, non la vediamo tanto come una soluzione per tutti i problemi, ma uno strumento per seguire le tante variabili fisiche, chimiche, biologiche ed evolutive presenti nella produzione ortofrutticola. Poi davanti a un clima che evolve continuamente, la potenza di questa tecnologia ci permette di aggiornare modelli e calcoli agronomici".

Con Evja anche l'eventuale errore diventa costruttivo. L'impiego di OPI traduce in dati l'esperienza del produttore, ecco perché ci deve essere un rapporto di piena condivisione delle strategie e delle scelte fatte. "Correliamo il metodo di lavoro alle best practice, rendendole misurabili - conclude Parisi - coniughiamo quindi l'intelligenza artificiale al sapere dell'agricoltore, con un linguaggio e un'interfaccia semplice per chi deve inserire e leggere i dati".

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