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giovedì 23 settembre 2021


Pere Angelica, manca l'80% della produzione

Va in archivio una stagione di raccolta molto pesante per la Pera Angelica di Romagna, specialità dell’Azienda Alessandri che la coltiva nella zona di Cesena da più di 30 anni. Il gelo della scorsa primavera ha infatti condizionato notevolmente i volumi dell’annata. Ma per fortuna né la grandine né la cimice asiatica hanno peggiorato la situazione. 

"Le gelate della scorsa primavera ci hanno fatto perdere l'80-85% della produzione prevista inizialmente – sottolinea a Italiafruit News Luciano Alessandri, socio e responsabile commerciale dell’azienda – Per questa stagione contavamo di poter disporre dai 6mila ai 6.500 quintali (l’anno scorso erano stati poco più di 4.500 quintali, ndr) grazie all'entrata in produzione di giovani impianti. Alla fine, purtroppo, non siamo arrivati nemmeno alla soglia dei 1.500 quintali”. 

Danni enormi sul fronte quantitativo. Ma almeno la qualità dei frutti è in linea con gli standard storici. “Fortunatamente non abbiamo subìto attacchi di cimice asiatica, inoltre non ci sono state problematiche legate alla ticchiolatura e alla carpocapsa – sottolinea – La nostra produzione è a regola d’arte, in quanto presenta generalmente ottimi parametri qualitativi sia estetici che gustativi. Quest’anno il 50% dei volumi lavorati in magazzino ricade nella qualità Extra, il 40% presenta una pezzatura media, mentre la restante quota del 10% è di piccolo calibro”.


 Il numero di pere si è concentrato solo nelle parti alte degli impianti. In basso sono state tutte bruciate dal gelo 

La campagna commerciale si sta portando avanti con l’obiettivo di distribuire piccole quote con continuità ai clienti storici più fidelizzati del mondo dell’ingrosso e della Gdo. Dati i volumi scarsissimi, l’Azienda Alessandri non può infatti riuscire a rispondere alle richieste di tutti gli operatori commerciali. 

I prezzi di riferimento sono stratosferici sul canale dei Mercati generali italiani, dove la qualità Extra si sta vendendo mediamente a 5,5-6,5 euro il chilo. Le pezzature medie si attestano sui 5 euro/kg mentre per quelle piccole si scende a 3-3,5 euro/kg. “Il mantenimento di questi valori all’ingrosso – conclude Alessandri - è per noi indispensabile per poter limitare almeno un po’ le perdite economiche di quest’anno, che saranno purtroppo ingenti”.


Padelle con cestini lavorati  

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