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giovedì 30 settembre 2021


I progetti di SanLucar per l'Italia

Jaime Sanchez è product manager berries per SanLucar e, durante la diretta dedicata ai mirtilli trasmessa martedì scorso sui canali social di Italiafruit News (clicca qui per leggere la notizia), ha parlato delle interessanti prospettive che il gruppo fondato da Stephan Roetzer vede nello sviluppo di questo prodotto in Italia.



Sanchez, voi avete uno sguardo globale sui trend dei mirtilli. Che evoluzione si può immaginare?

Il mercato mondiale dei mirtilli si è espanso rapidamente negli ultimi anni. Si prevede che sia la domanda che l'offerta continueranno a crescere, sebbene nessuno ne conosca il vero potenziale. Per quanto riguarda i consumi, il Paese con il più alto rapporto di consumo e la più alta penetrazione è il Canada: parliamo di una media procapite annua di 2,5-3,5 chili e una penetrazione di quasi il 70%. In Europa siamo ancora molto lontani da queste cifre, ma in Paesi come il Regno Unito si consumano tra gli 830 e gli 1,3 kg pro capite all'anno e più del 45% della popolazione acquista mirtilli. Ancora lontano da questi numeri, ma con consumi e penetrazione in aumento, abbiamo l'Italia, dove il consumo pro-capite è di circa 300 grammi.



Un valore assoluto ancora basso per il nostro Paese, ma che prospettive vedete per l'Italia?

Riteniamo che il mercato italiano sia uno dei più interessanti, con uno dei maggiori tassi di crescita del consumo di mirtilli, in tutti gli indicatori: penetrazione, numero di atti di acquisto e anche un aumento della quantità acquistata. Si prevede che nei prossimi cinque anni i consumi in Italia cresceranno a volumi simili a quelli attuali in Germania. Cioè, circa 500 grammi a persona. Il che significherebbe che l'Italia come Paese consumerebbe circa 30 milioni di kg di questo piccolo frutto. Inoltre, i consumatori sono sempre più consapevoli delle caratteristiche nutrizionali e organolettiche che un buon mirtillo dovrebbe avere, consistenza e sapore sono gli indicatori principali, seguiti da una buona pezzatura. I segmenti della popolazione in cui si registra la maggiore crescita della domanda di mirtillo sono quelli che vanno dai 18 ai 25 anni e soprattutto dai 24 ai 35 anni.



Parlando di offerta di mirtilli, per qualificarla il ruolo delle tecnologie di selezione sarà sempre più importante?

Effettivamente le tecnologie possono essere di aiuto. Da un lato, con l'innovazione varietale, varietà protette che hanno caratteristiche organolettiche più attraenti, come calibro, compattezza, sapore... C’è poi l’esigenza di una selezione che sappia segmentare la qualità. E naturalmente serve un miglioramento delle tecniche post-raccolta. Da un lato c'è una grande evoluzione nei macchinari di calibrazione ottica, per garantire un prodotto visivamente più omogeneo, ma si deve lavorare anche nella frigoconservazione e nella rapida applicazione del freddo. Tutto questo per garantire una vita utile più lunga al frutto, nonché per permettere che il mirtillo mantenga le sue qualità per un periodo di tempo più lungo.



Il mirtillo è stato il prodotto con cui siete entrati in Italia. Quali sono i progetti di SanLucar per il nostro Paese?

In questo momento uno dei principali progetti di SanLucar è quello di consolidare un progetto nazionale di produzione di mirtilli in Italia. Un progetto che stiamo portando avanti in collaborazione con alcune importanti cooperative del Paese. Sanlucar possiede i diritti di alcune delle varietà più avanzate al mondo, e insieme a questo team di professionisti locali intendiamo produrre mirtilli in varie regioni della Pensiola, da Sud a Nord e a diverse altitudini, per garantire un approvvigionamento costante durante tutto l'anno e con una qualità superiore per il mercato italiano.

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