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mercoledì 6 ottobre 2021


«Kaki, ci aspettiamo prezzi più alti del 30%»

I kaki romagnoli scaldano i motori. Nell’entroterra riminese, areale di produzione dell’Azienda Zavoli – socia di Agribologna – le prime raccolte della tipologia tradizionale a polpa molle sono previste per questo fine settimana. 

“Le nostre piante di kaki della bassa collina sono state colpite dal gelo di aprile, mentre il resto del podere è rimasto intatto ed avrà una produzione normale con una pezzatura nella media grazie all’attenzione che abbiamo rivolto alle pratiche agronomiche e all’irrigazione”, spiega a Italiafruit News l’imprenditore Stefano Zavoli. Che, in merito ai quantitativi previsti a livello aziendale, sottolinea: “Stimiamo di raccogliere circa il 50% delle quantità rispetto ad un’annata normale, per un totale di circa 2.500 quintali equamente suddivisi tra le due tipologie Tipo e Rojo-Brillante (a polpa soda)”.



Le previsioni dell’azienda romagnola sono più o meno in linea con il calo produttivo che si prospetta a livello regionale. “In Emilia-Romagna – osserva l’operatore – è attesa una riduzione del 50-60% rispetto al potenziale totale. Una contrazione, forse meno marcata, ci sarà anche al Sud Italia”. 

E proprio alla luce della mancanza di prodotto, è lecito aspettarsi prezzi più alti della scorsa stagione: “In base alle carenze dell’offerta italiana – precisa Zavoli – i valori dovrebbero essere del 30% più elevati, quantomeno per le pezzature medio-grosse che tendenzialmente non hanno problemi di collocamento. Poi, come sempre, a definire i prezzi di mercato saranno la domanda e le strategie della Gdo. Sono comunque portato a pensare – conclude – che in un contesto generalizzato di quotazioni alte per la frutta invernale, il kako potrebbe posizionarsi su un livello medio non altissimo, tale da poter stimolare i consumi delle altre annate”.



Con i kaki, che saranno disponibili sul mercato fino a novembre-dicembre, Zavoli spera di concludere al meglio la campagna frutticola. “La stagione della frutta estiva è andata bene, in quanto il mercato ha valorizzato la mancanza di pesche, nettarine e albicocche – conclude – Un’estate da ricordare soprattutto per la qualità della frutta, che è rimasta eccellente dall’inizio alla fine della campagna. La mancanza di piogge ha favorito infatti da una parte i gradi brix e, dall’altra, l’ottima tenuta dei frutti in post-raccolta”.

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