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giovedì 14 ottobre 2021


Pere, tonfo produttivo. Abate in calo dell'83% sul 2018

Le gelate della scorsa primavera sono state eccezionalmente dannose per tutte le varietà di pere. Poi la maculatura bruna, la cimice asiatica e la siccità hanno fatto il resto, portando la produzione nazionale a raggiungere il suo minimo storico. A confermare il tonfo sono i dati – diffusi ieri dall’OI Pera – relativi ai conferimenti di pere in Emilia-Romagna, Regione che da sola concentra il 70% delle superfici pericole a livello nazionale.

Per quanto riguarda l’Abate Fetel, la “regina” delle pere italiane, la produzione conferita si è fermata a poco più di 40mila tonnellate. Il 78% in meno rispetto al già deficitario 2020 e l'83% in meno in raffronto al 2018, ultima annata dai volumi normali. Variazioni molto simili si registrano per la Kaiser, che segna il -78% sul 2020 e il -81% sul 2018. Le riduzioni sono meno pesanti per le varietà precoci, ma restano altamente significative: la produzione di Santa Maria flette del 44% sul 2020 e del 50% sul 2018, William Bc segna il -54% sul 2020 e -60% sul 2018, Max Red Bartlett il -52% sul 2020 e il -54% sul 2018. La Conference, infine, scende del 61% sul 2020 e del 70% sul 2018.

“Purtroppo, come ci si attendeva, le previsioni effettuate ad inizio luglio sono state confermate dai conferimenti di prodotto in entrata. Anzi, in alcuni casi, si registra un peggioramento rispetto ai quantitativi preventivati – dichiara Gianni Amidei, presidente dell'OI Pera – Oltre al gelo hanno concorso la perdita di superfici, in particolare di Conference, Abate, Kaiser e Decana, e il manifestarsi della maculatura bruna e della cimice asiatica, nonché la siccità”.


Gianni Amidei in occasione di Futurpera

Per tutte le varietà conferite in Emilia-Romagna, la qualità risulta inferiore in termini percentuali a quella dell’anno scorso, anche se il confronto con le annate precedenti non evidenzia delle grosse differenze. Le pezzature dell'Abate Fetel si distribuiscono in maniera simile allo scorso anno, ma in generale i calibri delle altre varietà sembrano allineati a quelli di annate normali (inferiori però al 2020). 

“La situazione è molto critica dal punto di vista produttivo, con perdite che anche un mercato brillante non potrà recuperare – sottolinea Amidei – Il mondo produttivo seduto al tavolo dell’OI Pera sta facendo un enorme sforzo sul piano della ricerca per trovare nuovi metodi di difesa e adattare maggiormente le tecniche produttive ai problemi fitosanitari e ai cambiamenti climatici. La Regione Emilia-Romagna ha emanato un nuovo Psr per aiutare a difenderci dal freddo, ma per la cimice asiatica e la maculatura bruna siamo ancora purtroppo lontani dal trovare rimedi certi. Abbiamo quindi bisogno – conclude – di sostegni finanziari immediati in modo da poter dare ai pericoltori fiducia nel futuro del comparto”.

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