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lunedì 25 ottobre 2021


Mele, avvio in discesa con qualche ostacolo

Qualche nube all'orizzonte ma un cielo sostanzialmente limpido, finora, per la mela italiana. Le prime battute della campagna di commercializzazione restituiscono l'immagine di un settore solido, con le carte in regola per confermarsi su buoni livelli, anche se sarà difficile ripetere l'exploit di una stagione maiuscola come quella 2020/2021.

"La fase commerciale è appena scattata, siamo agli inizi", esordisce Walter Pardatscher, direttore generale di Vog. "La situazione è equilibrata e l'elemento positivo è dato dalla qualità veramente elevata delle mele. La stagione è iniziata qualche giorno in ritardo, ma la colorazione dei frutti è molto bella, la qualità interna importante e le caratteristiche per la conservabilità sono decisamente buone". 



"I calibri, nonostante le previsioni iniziali non fossero positive, sono soddisfacenti anche per le Gala", aggiunge Pardatscher. "Ci sono tutti gli elementi per affrontare una campagna commerciale in maniera positiva. Poi, lo sappiamo, il mercato ha le sue difficoltà, le sue sorprese, le sue situazioni contingenti: la produzione europea quest'anno non è certo bassa, ma la campagna, lo ripeto, si può affrontare con una certa serenità".

Anche in Val Venosta la "partita" ha preso il via da poco: "Stiamo terminando gli stacchi, siamo al pieno della capacità di raccolta", evidenzia Fabio Zanesco, direttore commerciale di Vip. "I primi approcci con il mercato mostrano una sostanziale continuità e stabilità, sarà una stagione più complicata per i maggiori volumi complessivi ma bisognerà comunque vedere se i dati forniti a Prognosfruit saranno confermati... Certo, ci sono alcuni elementi di preoccupazione, dalla logistica più complessa e costosa soprattutto per l'oltremare alla forte concorrenza di Polonia e Turchia, che già stanno mettendo i prezzi sotto pressione".



Il calibro dei frutti è mediamente inferiore a quello della precedente campagna, però la qualità è molto buona, prosegue Zanesco: "In Val Venosta non ci sono stati eventi meteorologici negativi e anche per questo motivo prevediamo una piena produzione con circa 340 mila tonnellate contro le 287 mila dello scorso anno. La quota di prima categoria è elevata; per le mele di calibro medio grande si può prevedere una buona annata mentre per il prodotto piccolo ci sarà bagarre, ma si potrà comunque esportare".

La quota di biologico firmata Vip si attesta attorno alle 50mila tonnellate, "la più alta di sempre", puntualizza Zanesco. "Siamo partiti con la raccolta di tutte le varietà e come sempre ci prepariamo a 12 mesi di produzione".

Dall'Alto Adige al Trentino, Andrea Fedrizzi, responsabile marketing e comunicazione Melinda e La Trentina, racconta a Italiafruit News che "la campagna procede molto bene: stiamo finendo il raccolto della Golden, i volumi sono superiori alle stime di previsione e le ultime piogge hanno favorito lo sviluppo dei calibri, per i quali la situazione appare migliore di quanto atteso".



Il mercato per ora è ricettivo: "Non rileviamo particolari difficoltà - puntualizza Fedrizzi - va detto peraltro che le quote settimanali veicolate sono ancora contenute, inizieremo nei prossimi giorni  a lavorare un po' di più nella fase distributiva. Finora c'è più richiesta di quanto si riesca a lavorare: bene così".

La qualità viene definita molto alta grazie alle condizioni meteorologiche ideali per favorire "contenuti" e colorazione dei frutti. "Nei giorni scorsi abbiamo cominciato la raccolta delle Fuji in basso e centro valle", conclude il manager trentino. "In campagna gli agricoltori se la stanno cavando nonostante il Green Pass abbia causato qualche intralcio... Tra persone che non vogliono vaccinarsi e lavoratori dell'Est che hanno preferito andarsene, registriamo una riduzione sul fronte della manodopera che peraltro non influirà sull'andamento di questa stagione. Ma in prospettiva, la disaffezione della manodopera, soprattutto dell'Europa orientale, può rappresentare un problema per il nostro settore".

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