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martedì 26 ottobre 2021


«Aumentare i prezzi o chiuderanno in tanti»

"L’aumento dei prezzi dei prodotti sarà inevitabile, pena la chiusura di tante imprese": è stato esplicito Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, nel dire quello che anche molti protagonisti della filiera ortofrutta pensano e i consumatori temono: "Molte aziende non stanno più dentro ai costi, serve alzare i listini". Anche in Gdo.

"L’aumento dei prezzi delle materie prime che avevamo denunciato mesi fa è oggi uno dei problemi principali anche per l’industria alimentare", ha aggiunto Vacondio parlando di "situazione insostenibile": "Questa mancanza di materia prima non terminerà a breve e non è dovuta solo alla troppa richiesta ma soprattutto alla carenza di offerta, unita anche a uno smisurato aumento di costo di imballaggi, noli e container che penalizzano il settore alimentare". 



Il rappresentante dell'industria del food fa fischiare le orecchie ai retailer: "Sul banco del supermercato i prezzi stanno rimanendo invariati. La grande distribuzione sta distruggendo i margini di guadagno delle aziende del settore alimentare per non far scappare via i clienti. Se si continua a non trasferire all’utente finale i maggiori costi di produzione, le aziende andranno in fallimento".

Il timore di Federalimentare è quello di non riuscire a beneficiare dei vantaggi legati alla ripresa in questa fase post-pandemica, che sta portando a un’espansione del Pll e dei mercati. “È  poi auspicabile - ha proseguito Vacondio - che si intervenga per contenere la speculazione della finanza in un settore, come quello del food, così eticamente delicato”.

"Il tema delle materie prime è monitorato ed è sotto gli occhi di tutti -  spiega Carlo Alberto Buttarelli, consigliere delegato Adm e direttore ufficio studi e relazioni di filiera in Federdistribuzione - Nei giorni scorsi, insieme ad Ancc Coop, Ancd Conad, Centromarca e Ibc abbiamo inviato una lettera al premier Draghi, ai ministri Patuanelli, Giorgetti, Franco e ai presidenti delle commissioni di camera e senato sollecitando l'apertura di un tavolo per identificare la portata degli aumenti e gli elementi speculativi; dobbiamo mettere in campo tutte le azioni necessarie per evitare di trasferire tout cort i rincari al consumatore, perché altrimenti si mette a repentaglio la ripresa".



Un tavolo di filiera con le Istituzioni, in sostanza, per individuare forme concrete d’intervento idonee a mitigare l’effetto dei rincari: misure fiscali, provvedimenti per la salvaguardia della competitività delle imprese e del potere d’acquisto delle famiglie, sostegno alla dinamica della domanda interna.

“Serve un comportamento responsabile della filiera e il contributo del governo a cominciare dal non aggiungere nuove imposte come quella sullo zucchero e la plastic tax“, aveva detto a metà mese il presidente di Federdistribuzione Alberto Frausin commentando la fiammata dei prezzi e il rischio di rincaro della spesa alimentare. Il rinvio delle due tasse è arrivato, ma non basta: "Chiediamo un maggior contributo da parte del Governo per tutelare il potere d’acquisto dei consumatori", la conclusione di Frausin.

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