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giovedì 4 novembre 2021


«Sos manodopera: raccolto il 20% in meno di frutta estiva»

La carenza di manodopera non è un problema nuovo per il settore ma quest’anno la situazione è più complicata del solito. Nei campi mancano gli operai e molti prodotti rischiano di rimanere sulle piante.
A testimoniare questa problematica è l’azienda agricola Petrosino di Eboli (Salerno), le cui coltivazioni sono a regime biologico e biodinamico: “La scorsa estate abbiamo raccolto il 20% in meno di frutta estiva – spiega a Italiafruit News il titolare Sabato Petrosino – abbiamo avuto molti meno addetti, la maggior parte ha preferito rimanere a casa e percepire il reddito di cittadinanza anziché venire a lavorare. A fronte di una manodopera mancante, abbiamo dovuto lasciare molti frutti sulle piante e per la raccolta delle fragole abbiamo avuto serie difficoltà”.



Non solo quantità, il problema della manodopera si è ripercosso anche sulla qualità dei prodotti, soprattutto su frutti deperibili come fragole e albicocche. “Per queste referenze la catena della logistica va organizzata al 100% e non riuscendo a raccogliere come gli altri anni, abbiamo preferito distribuire meno frutti al mercato fresco e destinarne di più all’industria”, sottolinea Petrosino.



Il produttore è preoccupato per le prossime campagne autunnali come quelle dei cavoletti di Bruxelles e dei cipollotti: “Abbiamo iniziato da poco questi trapianti e fortunatamente riusciamo a gestirli con poco personale a livello familiare, speriamo di non ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto per la frutta quando avremo le raccolte, che inizieremo dopo l’Immacolata (8 dicembre, ndr)”.
Nel frattempo continua la ricerca di personale. “Dieci anni fa si trovavano senza problemi operai specializzati, oggi solo personale non formato e spesso ostile al lavoro in campo. E anche la manodopera straniera, su cui molti ripiegano, presenta la sue difficoltà”.



A sommarsi al problema della manodopera anche quello climatico: “A fronte di innumerevoli sbalzi termici, le colture vanno in sofferenza – commenta Petrosino – per il momento siamo riusciti a tamponare questa situazione grazie alle varietà adottate e con le colture protette”. 
“In ogni caso – conclude il titolare - i nostri prodotti rimangono certificati biologici e biodinamici, è l’unico modo per aggiungere valore sul mercato (clicca qui per approfondire)”.

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