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lunedì 10 gennaio 2022


Consumi tra speranze e timori

Le incertezze della pandemia restano. La voglia di ripresa è concreta, così come i segnali di un'economia che cerca di reagire, ma lo spettro dell’inflazione si aggira per l’Italia - arrivando anche nel reparto ortofrutta - e aggiunge nuove incertezze al momento. Le festività natalizie, però, hanno portato segnali positive alle vendite in Gdo e il 2022 sarà il vero banco di prova. E' il quadro che emerge dall'Ufficio Studi Coop.

Partiamo proprio dalle vendite in Gdo. Se nel 2020 l’irrompere della pandemia le aveva fatto impennare (+4,8% sul 2019), il 2021 si chiude pareggiando i livelli di vendita dello scorso anno (con invece un decremento di circa mezzo punto percentuale se si esclude l’egrocery e si considera la sola rete fisica). Un risultato conseguito anche grazie al buon andamento della stagione natalizia; la recrudescenza della pandemia e il timore della variante Omicron hanno infatti tenuto molti italiani tra le mura domestiche e fatto segnare un incremento delle vendite della Gdo di circa 3 punti percentuali nelle ultime due settimane dell’anno.



"Ma sarà il 2022 il vero banco di prova della GDO italiana - sottolinea l'ultimo rapporto Coop - Per gli esperti intervistati, i prezzi all’acquisto, la digitalizzazione dei canali e i nuovi comportamenti di acquisto (per prodotti e formati) rappresentano gli elementi centrali dello scenario 2022, con un'attenzione crescente ai temi della sostenibilità etica, sociale e ambientale. Sugli andamenti del 2022 peseranno certamente la dinamica inflattiva e i suoi effetti sul potere d’acquisto e i consumi delle famiglie, ma evidentemente anche gli andamenti epidemici contribuiscono a rendere ardua una previsione puntuale".

L’Ufficio Studi Coop, con il supporto d’analisi di Nielsen, stima comunque un andamento delle vendite totali Gdo di poco inferiore all’1,5% a valore, come effetto congiunto di una probabile riduzione dei volumi, di un più ampio incremento dei prezzi e delle scelte di ricomposizione degli acquisti effettuate dai consumatori.

A proposito di consumatori, un italiano su tre ancora una volta sceglie di associare al 2022 la “speranza” e, subito dopo, per il nuovo anno si auspica “ripresa” (16%) e “cambiamento” (15%), ma è il “timore” la parola chiave che raddoppia le citazioni rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Preoccupati per l’ambiente e fiduciosi nelle opportunità della tecnologia, gli italiani guardano al nuovo anno ripromettendosi di prendersi cura di sé (57%), di cercare un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata (56%) e di uscire dalla pandemia con l’ambizione di rivedere le proprie priorità (55%), magari costruendosi una nuova vita (21%). È l’istantanea degli italiani che si affacciano al 2022 scattata dalle due survey dell’Ufficio Studi Coop condotte a dicembre 2021; la prima, svolta in collaborazione con Nomisma, “2022, Coming Soon - Consumer” su un campione rappresentativo della popolazione italiana e la seconda sulla community di esperti del sito italiani.coop.



Sul fronte macroeconomico, per il 2022 a preoccupare un manager su due sono soprattutto l’instabilità politica (con gli effetti sul PNRR) e la crescita dei prezzi, stimata al 2,9% dal nostro panel di esperti. Proprio la dinamica inflattiva peraltro, insieme all’affanno del mercato del lavoro e alle incertezze della pandemia, tiene in ostaggio i consumi delle famiglie e costringe il budget nei confini delle spese obbligate (utenze e salute, soprattutto). Ma l’epicentro della prossima crescita dei prezzi riguarderà il carrello della spesa. Infatti, i manager della filiera alimentare stimano un incremento medio dei prezzi alimentari superiore ai 3,5 punti percentuali con una ondata inflattiva che, per il 63% del campione, riguarderà sicuramente tutto il 2022. Tra promozioni, ricerca di punti vendita e canali più convenienti e riduzione degli sprechi, molti italiani fronteggeranno il carovita con un diffuso downgrading del carrello, soprattutto al Sud e nella lower class.

Ad essere ancora una volta premiato in tavola il cibo del territorio (100% italiano e locale), mentre secondo lo studio Coop si consolida il trend verso un'alimentazione biologica e salutista. Ma per i manager della filiera (il 61% degli intervistati) il 2022 sarà soprattutto l’anno della marca del distributore, considerata la soluzione per permettere acquisti con il migliore rapporto tra qualità e prezzo.

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