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lunedì 17 gennaio 2022


«Mercati in crisi? Ecco perché non è vero»

Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, accetta la sfida. D'altronde il futuro del commercio all'ingrosso e dei Centri agroalimentari italiani per lui è materia quotidiana: ogni giorno sulla sua scrivania passano progetti e idee per restituire centralità ai mercati e agli operatori. Questo, infatti, è l'obiettivo principale della Rete d'imprese che associa 17 strutture capaci di movimentare 5 milioni di tonnellate di ortofrutta, prodotti ittici e carnei all'anno.

I nodi del canale identificati la scorsa settimana (clicca qui per leggere l'articolo) sono lo spunto per un ragionamento focalizzato sulla crescita dell'ingrosso.



"Investimenti in digitalizzazione e transizione ecologica, riduzione degli sprechi, sviluppo della catena del freddo. Fulcro centrale tra clientela e mondo della produzione, capaci di puntare su servizi e logistica. Italmercati e i suoi Mercati, anticipando peraltro le evoluzioni del settore, hanno dimostrato di poter sciogliere quei nodi che IFN ha messo giustamente al centro del dibattito", sottolinea Pallottini.

Qualche esempio? "Il Mercato di Milano si sta rinnovando quasi integralmente, Firenze costruirà un nuovo Mercato, Roma sostanzialmente lo raddoppia, Torino introduce nuove filiere, Verona, Padova, Genova e tanti altri hanno puntato già da molti anni anche sulla logistica dell’ortofrutta - risponde il presidente di Italmercati - Indubbiamente c’è una difficoltà sul fronte dei consumi, ma mai come in questo momento abbiamo avuto tanta vitalità ed effervescenza nelle nostre strutture. Perché se è andato parzialmente in crisi il modo tradizionale di fare commercio all’ingrosso, i Mercati stanno provvedendo a rispondere con i servizi, la logistica, nuove forme di distribuzione, tracciabilità, sicurezza: tutti elementi che il consumatore cerca".



I mercati si apprestano quindi a cambiare pelle, sviluppando la componente di servizio e adeguandola ai nuovi scenari. "Per i tanti attori della filiera siamo ormai vere e proprie Cittadelle dell’Ortofrutta, l’unico luogo dove è veramente possibile trovare prodotti freschi e freschissimi - argomenta Pallottini - Siamo il fulcro di una filiera tradizionale che include il dettaglio ma pure tutto il mondo della ristorazione. Se è vero che un terzo dell’ortofrutta o forse più viene ormai consumata fuori casa, anche se i diversi attori del settore Horeca frequentano poco i Mercati, è indubbio che la merce da loro acquistata è da questi grandi hub che proviene.  Alla Gdo, con la quale siamo pronti ad aprire un dialogo diretto, ribadiamo: visitate e scegliete i nostri Mercati, conoscete da vicino i nostri grossisti e operatori. Il modello di bypassare i Mercati non paga dal punto di vista della qualità dei prodotti. In questi anni Italmercati ha lavorato per sviluppare un rapporto ancora più stretto con il mondo della produzione. Noi offriamo servizi e trasparenza. I produttori ci debbono vedere come prima opportunità di commercializzazione".



Il numero uno della Rete torna poi sul tema degli investimenti. "Nelle nostre strutture investiamo costantemente sull’innovazione. Non è un caso che stiamo lavorando per l’inserimento dei progetti dei nostri Mercati all’interno del PNRR. Nella consultazione pubblica del Ministero, propedeutica alla pubblicazione dei bandi, i Mercati all’Ingrosso sono espressamente citati tra i soggetti coinvolti. Il cambio di passo che IFN chiede passa proprio da questi progetti. Passa anche dallo sviluppo di una nuova generazione di imprenditori che possiamo sostenere grazie alla collaborazione tra Italmercati e Associazioni di categoria degli operatori grossisti.
C’è probabilmente bisogno di una razionalizzazione del sistema nazionale dei 130 Mercati che il nostro Paese conta ad oggi. C’è sicuramente bisogno di raccogliere dati in tempo reale, condividerli, trasformarli in elementi di competitività, perché i Mercati si muovono in un contesto competitivo - conclude Fabio Massimo Pallottini - A quel punto saremo pronti a sciogliere anche gli ultimi nodi che IFN ci chiede di risolvere".

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