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venerdì 28 gennaio 2022


Contenere la cimice asiatica con la strategia Attract&Kill

La guerra alla cimice asiatica sta avvenendo su più fronti, con l’obiettivo di salvare il settore frutticolo italiano. Tra i progetti presentati nei giorni scorsi al convegno scientifico “Cimice asiatica: risultati della ricerca in Emilia-Romagna ed esperienze a confronto” anche Attract&Kill. La tecnica prevede l'attrazione della cimice lontano dalle colture frutticole e il contenimento degli insetti in un'area circoscritta, per poi procedere all'eliminazione della popolazione con un insetticida.



“La sperimentazione di tecniche Attract& Kill per la gestione della cimice asiatica in Emilia Romagna si è sviluppata principalmente in due modi – ha spiegato Antonio Masetti, ricercatore del dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentai dell’Università di Bologna – in primis è avvenuta la combinazione di attrattivo e sostanza/sistema insetticida. E’ poi stato ridotto, o eliminato, il contatto tra insetticidi e colture, organismi utili e ambiente, con vantaggi evidenti per la sostenibilità dei territori”.

Differenti i fattori presi in considerazione per lo studio di questa modalità: i diversi metodi sono stati testati anche in relazione alla autorizzazioni nazionali, alla velocità di abbattimento e ai tempi di contatto. Inoltre è stata valutata la capacità di recupero delle cimici asiatiche, soprattutto degli esemplari più adulti. Tutte le stazioni sono state dotate di rete insetticida TRINET.



“La componente di attrazione per la cimice asiatica è ben caratterizzata – ha sottolineato il ricercatore – si tratta di ormoni di aggregazione prodotti dalla cimice asiatica e potenziati con un sinergizzante”.
Il progetto A&K inserito nel programma di sviluppo rurale dell’Emilia Romagna 2014/2020 si era prefissato tre obiettivi principali, ovvero: valutare nei contesti agrari tipici della regione l’efficacia della tecnica A&K nel ridurre la popolazione di cimice asiatica e fare sperimentazione su scala sovra-aziendale, anche in relazione alla necessità di gestione della cimice asiatica. Un ulteriore obiettivo del progetto era valutare le difficoltà logistiche, i problemi ambientali e la sostenibilità economica della tecnica, risultati impossibili da trovare in un progetto di piccola scala.
Ma qual è stata l’efficacia di questa tecnica? “Abbiamo visto come A&K miri alla riduzione della densità di popolazione di un organismo dannoso – ha commentato Masetti – ora la domanda a cui dobbiamo rispondere è ‘La densità di cimici asiatiche è più bassa nelle aree in cui sono state installate le stazioni A&K?’ “.



Il progetto ha coinvolto i frutteti a difesa integrata delle province di Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna, suddivise in quattro blocchi sperimentali. “Parallelamente alle 100 stazioni di avvelenamento – ha proseguito l’esperto - sono state installate e controllate settimanalmente 5 trappole AgBIO in ciascun sito e sono stati costruiti dei sistemi di cattura massale con teli collosi e per allagamento”.
I quattro siti hanno avuto andamenti variabili sia per gli esemplari giovani e adulti ma, in tutti i casi,  le stazioni A&K non hanno particolarmente ridotto la densità delle cimici. Per ottimizzare l’eliminazione delle cimici quando la popolazione è troppo elevata, il posizionamento dei sistemi di cattura massale (teli collosi e annegamento, vedi foto sopra) risulta più utile, eliminando 600 individui per trappola a settimana. Ma rimangono irrisolti ancora molti quesiti, ovvero quanti sistemi di cattura utilizzare, quando e dove posizionarli.



Il ricercatore ha concluso dicendo: “Nonostante il numero di cimici sia in generale più basso nelle trappole AgBIO dei siti con stazioni A&K, la differenza rispetto alle trappole dei siti di controllo non è sempre supportata statisticamente; inoltre nel 2021 l’installazione di stazioni A&K non ha influenzato il danno sul pero”.
“Quindi – ha continuato – se la sperimentazione ha confermato l’efficacia attrattiva dei ferormoni di aggregazione, abbiamo notato che il sistema di eliminazione presenta invece dei problemi. I problemi legati alla velocità di abbattimento e alla capacità di recupero delle cimici, potrebbero essere risolti dai sistemi di cattura massale”.
Anche se il sistema Attract&Kill non è risolutivo per la cimice asiatica, è necessario proseguire la ricerca e approfondire i diversi aspetti negli anni a venire.

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